Il calcio e la musica: una canzone per ogni campione

Il calcio e la musica. Due temi che esprimono allegria, voglia di vivere, emozioni positive e negative. A volte tra le due materie avviene un dolce connubio: penso a “La leva calcistica della classe 68” di De Gregori, a “Tu corri” dei Gemelli Diversi, a “Una vita da mediano” di Luciano Ligabue, canzone dedicata a Lele Oriali ma che andrebbe bene anche per Gennaro Gattuso. Ce ne sarebbero molte altre, ma la lista si allungherebbe a dismisura. Capita spesso ai tifosi più innamorati di ascoltare un brano e volare subito con la mente al loro campione preferito. E’un esercizio quasi naturale. Allora facciamo un giochino: quali canzoni possono andar bene per alcuni tra i maggiori protagonisti del pallone italiano? Vediamo.

Alessandro Del Piero – “Un gran bel film”: Canzone di Vasco Rossi nella quale la prima strofa recita così: “Io lo so che le cose poi non sono mai come, come te le aspettavi te. Io sono triste però, io sono triste un po”. Ciò è ricollegabile alla fine della splendida avventura juventina del 38enne di Conegliano, che sicuramente non si sarebbe mai atteso l’epilogo che tutti conosciamo. Per fortuna che il cantautore emiliano termina la sua opera con un sorriso: “Però è un gran bel film, un gran bel film…”. Già, se non è bello il film di Alex Del Piero quale altro lo è?

Alberto Aquilani – “Ovunque andrò”: Brano delle Vibrazioni che in qualche modo può ricordare l’addio del centrocampista di Montesacro alla sua Roma. Rosella Sensi lo cedette per questioni di bilancio, nonostante la malinconia di un ragazzo che sognava di ripetere le storie di Totti e (forse) De Rossi. Alcuni passaggi del testo: “Sai che è difficile non averti e… dover sorridere alla gente che non sa della mia vita intima…”. E poi: “E vado via per difendermi, ma ovunque andrò so che io ti penserò”.

Mario Balotelli – “Sono un ragazzo fortunato”: Sulle note di Jovanotti speriamo di essere di buon auspicio per l’attaccante del Milan. Troppe chiacchiere, troppi isterismi sul suo conto. Le colpe per un talento calcistico e per una serenità non ancora vissuti a pieno appartengono anche a Mario; per questo noi vogliamo ricordargli che “è un ragazzo fortunato perché gli hanno regalato un sogno. E’ un ragazzo fortunato perché non c’è niente di cui ha bisogno”.

Zdenek Zeman – “L’allenatore”: Più la sento e più mi convinco che la canzone di Gianni Morandi sembra fatta apposta per il boemo. Le parole del testo non hanno bisogno di ulteriori spiegazioni e ne scriverò solo alcune perché l’intero componimento combacia, a mio avviso, con la storia di Zdenek da Praga. “E adesso vi accompagno dalle scale ai riflettori, c’è gente sugli spalti che ci vuole campioni. Ma a vincere non è che sono sempre i migliori; noi prima siamo uomini e dopo giocatori”. Oppure: “Guardalo l’allenatore: da cinquant’anni appresso ad un pallone, sulla panchina calda come il sole e un freddo gelido quasi polare. E guardalo l’allenatore. Ha dato tanto e ha avuto molto meno…”.

Zlatan Ibrahimovic – “Il cuore è uno zingaro”: Non c’è nessuna intenzione di giocare sporco con il titolo del successo di Nada, anzi. Dalla voce dell’artista toscana risuonano sentimenti perfettamente accostabili ad un giramondo del calcio, uno che ha vestito tante maglie e forse non ha mai lasciato il cuore in alcun posto. “Che colpa ne ho se il cuore è uno zingaro e va. Catene non ha, il cuore è uno zingaro e va. Finchè troverà il prato più verde che c’è, raccoglierà le stelle su di sé e si fermerà. Chissà…”. Vero Zlatan?

Antonio Di Natale – “L’isola che non c’è”: Niente cedimenti di fronte alle lusinghe dei grandi club perché Udine è un’isola felice del nostro calcio, talmente diversa che sembra quasi l’isola che non c’è. Edoardo Bennato canta così: “Niente ladri e gendarmi, ma che razza di isola è? Niente odio e violenza, né soldati né armi. Forse è proprio l’isola che non c’è…. che non c’è”. E invece, ovviamente con meno poesia, nel campionato italiano c’è…

Maxi Lopez – “Come mai”: Ricordate l’anno scorso quando l’argentino rimase chiuse per più giorni in una camera d’hotel in attesa che il Milan si decidesse ad acquistarlo? Secondo me, in quei momenti, almeno una volta si sarà sdraiato sul letto ascoltanto Max Pezzali che si interrogava: “Come mai, ma chi sarai, per fare questo a me. Notti intere ad aspettarti, ad aspettare te. Dimmi come mai, ma chi sarai, per farmi stare qui. Qui seduto in una stanza, pregando per un si”. Beh, era il Milan…

Mi fermo qui altrimenti potrei andare avanti per ore. Vi chiedo solo di non prenderla con troppa filosofia: la musica è roba più seria del calcio, ma se vivessimo il “nostro” sport con la stessa leggerezza che contraddistingue gli artisti ed il loro pubblico, saremmo già un bel passo avanti.

 

 

 

 

 

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.