I grandi del calcio russo: Sergey Semak, classe ed esperienza

In questa decima puntata i nostri riflettori saranno puntati su Sergey Semak.

Sergey Semak è l’esaltazione della sintesi intrinseca di classe ed esperienza. In campo sa sempre cosa fare, e riesce sempre a portare a termine il suo compito con stile e personalità; anche fuori dal campo riflette queste sue caratteristiche, inorgogliendo la propria famiglia e rimanendo nei cuori dei propri tifosi.

Negli ultimi tempi, giocoforza, è divenuto un rincalzo per lo Zenit: o meglio, una risorsa da gestire, una riserva di lusso di un’utilità straordinaria nelle rotazioni che un gruppo che deve giocare ogni tre giorni è costretto ad attuare. A questo proposito, la sfida con il Liverpool è stata chiara: Semak è entrato ad inizio ripresa ed è risultato decisivo. Non solo il gol, frutto delle sua qualità strategiche di posizionamento e di analisi delle situazione, ma anche un inserimento vigoroso in una partita che stentava a girare. Ma che è da lì mutata nel suo corso.

Solitamente qualità come l’esperienza si apprendono col passare degli anni, delle avventure: per Sergey non è stato così. Sin dal suo debutto con l’Asmaral, condito già da un gol, mette in mostra una conoscenza del gioco e una personalità fuori dal comune. Gli addetti ai lavori lo notano e Aleksandr Tarkhanov decide di portarlo al CSKA. Con la maglia degli Armeitsy Sergey si toglie moltissime soddisfazioni, tra le quali il campionato 2003.

Nell’inverno del 2004 Semak diventa la bestia nera del Paris Saint Germain. In Russia segna un gol e si procura un rigore, in Francia mette a segno addirittura una tripletta. I capitolini rimagono esterrefatti e decidono di prelevarlo dal CSKA, ma l’esperienza francese di Sergey Semak non rispetta le attese e il russo torna in patria, all’Fc Mosca.

Nel 2007 ha modo di realizzare il suo centesimo gol in carriera, curiosamente proprio contro il CSKA. A fine stagione decide di lasciare la capitale e volare in quel di Kazan, dove diviene capitano del Rubin che nel bienno successivo vincerà ben due campionati. Grazie alla squadra tartara riesce a tornare in nazionale. Hiddink, pur non avendolo mai chiamato in nessun match di qualificazione, lo chiama per l’Europeo e gli concede la fascia di capitano. Sergey lo ripaga alla grande, e il russo trascina con l’esperienza, il carattere e la personalità che un condottiero deve avere il proprio gruppo alla conquista della medaglia di bronzo.

Nell’estate del 2010 lo chiama Spalletti e Semak firma con lo Zenit. Nonostante questo Advocaat decide di non chiamarlo più in nazionale. L’ormai 34enne Sergey Semak può quindi concentrarsi soltanto sul suo club e, nonostante l’età comunque calcisticamente avanzata, diventa una pedina importante nello scacchiere di Spalletti. Semak sa cosa fare, quando farlo, perchè farlo. Ecco perchè non stupisce affatto che tutti i tecnici lo apprezzino: una carriera da allenatore sarebbe per lui la normale prosecuzione della sua vita. Classe ed esperienza, personalità e raziocinio, carattere e capacità di rinsaldare un gruppo. Questo è Sergey Semak.

Le scorse puntate:
Lun 21 gen: Pavel Pogrebnyak, classe abbinata a potenza
Mer 23 gen: Andrey Arshavin, talento e svogliatezza
Ven 25 gen: Eduard Streltsov, il Pelè Bianco
Lun 28 gen: Aleksandr Kokorin, il nuovo che avanza
Mer 6 feb: Roman Shirokov, testa, cuore, gambe e….twitter!
Ven 8 feb: Vladimir Bystrov, l’uomo “veloce”
Lun 11 feb: Yuri Zhirkov, un fulmine sulla fascia
Ven 15 feb: Vyacheslav Malafeev, un portiere, una bandiera
Lun 18 feb: Igor Shevchenko, tutt’altro che un comprimario

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it