I grandi del calcio russo: Yuri Zhirkov, un fulmine sulla fascia

Parlavamo di velocità, nella scorsa puntata, con Vladimir Bystrov, e in questo settimo episodio non cambiamo argomento. Yuri Zhirkov infatti è un’altra rappresentazione di questa grandezza, che nel gioco del calcio conta quanto la forza fisica e la qualità tecnica.

Yuri Zhirkov è una delle ali più forti di tutto il panorama calcistico mondiale. Scatto poderoso, reattività felina, tocco vellutato per cross al bacio. Senza dimenticare le sue progressioni palla al piede, che lasciano di stucco i difensori avversari. E per provare che non professo il falso, vi fornisco qualche prova. 1 e 2.

Zhirkov ha l’apparenza di un semplice onesto mestierante, ma è molto di più. Spesso arretrato in fase difensiva, cosa che poco gli compete, da allenatori poco temerari, o per mancanza di personale in quel ruolo, Yuri riesce ad esprimere tutto il suo vasto potenziale quando può puntare l’uomo e raggiungere velocità da Formula Uno sulla sua corsia d’appartenenza.

Il suo piede non è però da considerarsi grezzo. Capace di fare tutto quando la palla tocca il suo scarpino (casualità, fortuna? Probabilmente no), è in grado di regolare esaltazione ai propri tifosi come pochi altri. D’altronde uno il cui cognome inizia per una lettera tanto armonica come la Ж non può far altro che disegnare geometrie leggiadre e melodiche sul rettangolo di gioco.

Come molti altri calciatori russi il suo trampolino di lancio fu l’Europeo 2008. Più per l’ignoranza, o meglio il pregiudizio, dei vari addetti ai lavori, che l’avevano già ammirato nella splendida cavalcata del CSKA in Coppa Uefa tre anni prima. Un gol come quello all’Amburgo, eletto come migliore della fase a gironi della Champions League 2006/2007, non necessita di alcun commento, che impoverirebbe soltanto un momento di cotanta esaltazione mistica. Il Chelsea lo nota qualche anno più tardi e nel 2010 decide di prelevarlo dal CSKA. L’esperienza inglese di Zhirkov è mediocre, senza alti ne bassi, anche se riesce a togliersi la soddisfazione di punire il tanto odiato Spartak, che aveva salutato in campionato con un rosso per proteste.

Yuri decide così di tornare in patria, all’Anzhi. Il suo è un arrivo un po’ borbottato, in molti lo accusano di aver effettuato la sua scelta sulla base delle potenzialità economiche del presidente Kerimov, che poteva dunque offrirgli un lauto ingaggio. Zhirkov ha però dimostrato il contrario. Divenuto uno dei pilastri della squadra di Hiddink, allenatore che già lo conosceva, ha ripagato la fiducia con tante prestazioni di livello. Unico problema, Capello non lo vede più di tanto, e si è limitato a convocarlo soltanto una volta per ora, nella recente amichevole con l’Islanda.

Le scorse puntate:

Lun 21 gen: Pavel Pogrebnyak, classe abbinata a potenza
Mer 23 gen: Andrey Arshavin, talento e svogliatezza
Ven 25 gen: Eduard Streltsov, il Pelè Bianco
Lun 28 gen: Aleksandr Kokorin, il nuovo che avanza
Mer 6 feb: Roman Shirokov, testa, cuore, gambe e….twitter!
Ven 8 feb: Vladimir Bystrov, l’uomo “veloce”

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it