Così no, Delio

Ancora una volta, a distanza di quasi un anno, ci ritroviamo a discutere del comportamento “poco ortodosso” di Delio Rossi, attuale mister della Sampdoria.

Dopo le immagini ancora attuali della sua lite con Adem Ljajic quando sedeva sulla panchina della Fiorentina, lite poi sfociata in un pugno sferrato al ragazzo reo di averlo offeso e provocato dopo una sostituzione, oggi ci ritroviamo di fronte alla scena di mister Rossi che mostra il dito medio ai giocatori della Roma dopo un battibecco, venendo poi giustamente espulso dall’arbitro.

Le parole nel dopo gara di Daniele De Rossi, quando davanti alle telecamere ha raccontato la sua versione dei fatti, sono state dure e hanno puntato il dito più verso l’uomo Delio Rossi che verso il suo ruolo da allenatore. Il centrocampista della Roma ha parlato di vergogna, di imbarazzo, di sceneggiate sopra le righe. E non me la sento questa volta di dargli tutti i torti.

Se all’epoca del pugno a Ljajic abbiamo tutti condannato il brutto gesto ma inconsciamente giustificato la reazione a caldo dell’uomo colpito nel suo intimo da offese dirette alla figlia, oggi non possiamo fare altrettanto.
Almeno, io non me la sento.
La scusa della provocazione, del nascondersi dietro un carattere caldo, non regge più. Non si può fare quello che ha fatto e poi dire “io reagisco solo se provocato, chiedete a Burdisso cosa mi ha detto”.

No, Delio, non chiediamo a Burdisso.
Sul campo di gioco si dicono talmente tante cose che se dovessimo ripeterle tutte staremmo qui fino a domani mattina.

Perché se è pur vero che ha subito una provocazione, mister Rossi una volta espulso ha risposto al difensore della Roma con la stessa moneta, incitando il pubblico del Marassi durante la sua uscita dal campo, facendo innervosire ancora di più i giocatori avversari.

L’allenatore è una figura anche un po’ paterna per i giocatori e se quando vediamo una bambino che si comporta male pensiamo che la colpa sia dei genitori che l’hanno poco o male educato, allora non possiamo non pensare che i comportamenti antisportivi e maleducati in campo dei giocatori siano figli del carattere e del modo sbagliato di vivere il calcio del loro allenatore.

Una figura, quella del mister, che dovrebbe cercare di non andare mai sopra le righe. Una figura che è lì per insegnare il calcio e il rispetto per l’avversario. Una figura che dovrebbe essere un esempio positivo per chi pende dalle sue labbra.

Ma non così, non con quel dito medio, caro Delio.

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Twitter addicted, vive di calcio. In campo è convinto di essere Pirlo, ma in realtà è un Carrozzieri qualunque. Per lui il trequartista è una questione di principio. Email: fmariani@mondosportivo.it