Il Super Bowl del calcio

È stata una partita intensa, memorabile. In una notte in cui persone da tutto il mondo sono rimaste sveglie per non perdersi lo spettacolo, si è svolto il Super Bowl 2013.

Juventus e Napoli hanno dato battaglia, mettendocela tutta per prevalere al triplice fischio finale. Un percorso lungo, da parte di entrambe, fino all’atto finale. La formazione di Antonio Conte è giunta alla serata di gran gala grazie a una regular season condotta dall’inizio alla fine. Certo, una piccola flessione in una fase di stagione ha illuso le avversarie di poter intaccare il primato bianconero, ma l’undici torinese è rimasto focalizzato sull’obiettivo. Primo posto e tabellone playoff agevolato, Milan battuto in semifinale e biglietto per la finale assicurato.

Il Napoli, dal suo punto di vista, ha lottato a lungo per il secondo posto. Troppo importante in stagione regolare chiudere più in alto possibile, per via delle posizioni in griglia in palio e del vantaggio del fattore campo. Ai quarti, i partenopei si sono sbarazzati agevolmente di un’Udinese apparsa stanca e provata, mentre in semifinale la Lazio ha pagato la fragilità lontano dall’Olimpico. Calciatori come Hamsik e Cavani, del resto, da una vita sognavano il Super Bowl, raggiunto con un 2012-2013 sogno e delizia dei tifosi.

Lo spettacolo, a prescindere dall’esito finale, è stato sul campo e sugli spalti. Poche polemiche arbitrali (un sogno che diventa realtà), prove di altro calcio, prova tivu chiamata in causa in due sole occasioni. Prima un possibile mani di Barzagli in area di rigore e poi il gol fantasma di Pandev, col dubbio se la palla avesse varcato o meno la linea di porta difesa dal capitano della nazionale azzurra Buffon. Dubbi entrambi fugati, in un gesto che ha spazzato via a un tempo l’isteria collettiva di anni e anni di polemiche e dietrologie, in poco più di un minuto, a cronometro fermo, grazie al dialogo fra arbitro e giudice addetto alla prova televisiva a bordo campo.

Il microfono acceso dai direttori di gara, aperto all’ascolto degli spettatori sugli spalti e da casa, ha fatto il resto, incarnando quello che è stato il SuperBowl della trasparenza.

Terminati i playoff 2013, impazzerà ora il mercato, in attesa di capire le mosse dei top club. E di vedere come i prossimi sfidanti lanceranno il guanto di sfida alla squadra appena premiata col tricolore. Parte intanto la corsa ad ospitare il prossimo Super Bowl, con lo Juventus Stadium di Torino e il San Nicola di Bari in pole position. Parla a favore dei bianconeri la modernità dell’impianto, mentre amministrazione comunale e dirigenza di Bari città e squadra mettono l’accento sul diritto del Meridione ad ospitare la kermesse dell’anno, dopo un’edizione giocata al nord.

Vero, ci siamo fatti prendere troppo la mano. E forse non sarebbe nemmeno giusto fare i playoff in uno sport che storicamente non li contempla. Ma Domenica notte ci si è divertiti tanto, nel Super Bowl di New Orleans, appuntamento che come pochi è capace di catalizzare l’attenzione degli sportivi di tutto il mondo.

A ognuno il suo, ognuno con le sue partite. Bello comunque prendersi una Domenica per respirare e fantasticare, perché magari non tutto ciò che viene detto in questo articolo è utopia.

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Sardo classe 1987, ama il rugby, il calcio e i supplementari punto a punto. Già redattore di Isolabasket.it e della rivista cagliaritana Vulcano, si è laureato in Lettere con una tesi su Woody Allen. Email: mportoghese@mondosportivo.it