L’Inghilterra batte il Brasile 2-1 a Wembley, tra ricordi e celebrazioni

L’Inghilterra batte 2-1 il Brasile in una bella amichevole allo stadio di Wembley, con reti di Rooney, Fred e Lampard.

Pre-partita ricco di emozioni con Ronaldinho e Gerrard premiati per aver raggiunto (nella scorsa gara) le 100 presenze ciascuno con le rispettive Nazionali. Altro neo-centenario Ashley Cole che, con la gara di stasera, diventa il settimo della storia dell’Inghilterra a raggiungere questo traguardo, dopo Peter Shilton, David Beckham, Bobby Moore, Bobby Charlton, Billy Wright e, appunto, Steven Gerrard. Minuto di silenzio, inoltre, in ricordo delle vittime del recente disastro nella discoteca di Santa Maria in Brasile e per commemorare due tristi anniversari del calcio inglese: la scomparsa del leggendario capitano Bobby Moore, 20 anni fa, il 24 febbraio 1993, e l’incidente aereo nel quale persero la vita i giocatori del Manchester United, il 6 febbraio 1958.

HART SOLIDO, ROONEY INFALLIBILE – La partita inizia su buoni ritmi e l’Inghilterra sembra molto attiva, con il nuovo schieramento 4-3-3 che pare favorire le qualità dei suoi interpreti. Dopo una decina di minuti Rooney di testa, chiama Julio Cesar a una gran balzo per deviare sopra la traversa ma al 19′ è il Brasile ad avere la prima grande chance dell’incontro: calcio di rigore per fallo di mano di Wilshere, Ronaldinho calcia basso verso l’angolo di destra ma Hart riesce a respingere prima e chiudere ulteriormente poi, a mano aperta, sul tentativo di ribattuto dello stesso fuoriclasse verdeoro. L’Inghilterra risponde subito con Welbeck, che calcia però a lato, e poi con Rooney. In questo caso, però, la risposta è definitiva: lancio in profondità per Walcott che calcia in diagonale dalla destra, pronta respinta di Julio Cesar ma accorre Wayne Rooney che ribadisce a rete nella porta ormai vuota. La gara prosegue su ritmi piacevoli, Neymar sbaglia un gol fatto praticamente sotto porta e Walcott scalda ancora le mani a Julio Cesar prima che Proenca mandi tutti negli spogliatoi per l’intervallo.

FRED CHIAMA, LAMPARD RISPONDE – La ripresa si apre con la prima girandola di cambi e proprio Fred, uno dei nuovi entrati, mette la sua firma sulla gara: palla persa malamente da Cahill, nel tentativo di uscire dall’area in solitaria, la sfera finisce all’ex attaccante del Lione che infila Hart con una precisa conclusione nell’angolo. La sfida si accende, Fred ha subito l’occasione del raddoppio ma trova l’incrocio dei pali con un tiro a giro dal limite. L’Inghilterra, però, si ritrova e sfiora il gol prima con Cahill, colpo di testa deviato da Julio Cesar, e poi con Gerrard che calcia alto dall’interno dell’area. È il preludio al gol con Rooney che recuperare una palla al limite dell’area brasiliana e la appoggia appena dietro per Lampard, il cui tiro ad effetto tocca il palo ed entra alle spalle del portiere del Brasile ex-Inter. Proseguono le sostituzioni da entrambe le panchine e il ritmo di gioco ne risente, rallentando sempre di più. La gara perde inesorabilmente l’inerzia dei primi 60 minuti e non offre più spunti particolari nell’ultimo quarto d’ora di gioco.

L’Inghilterra ottiene una bella vittoria sul Brasile, importante soprattutto per aver evidenziato come il 4-3-3 scelto da Hodgson abbia valorizzato al meglio le qualità dei singoli, portando a manovre offensive fluide e veloci. Anche Scolari può essere soddisfatto dei suoi, nonostante una certa mancanza di concretezza in fase d’attacco. Migliore in campo Jack Wilshere.

Annotazione curiosa, il fischio finale di Proenca non mette fine soltanto alla sfida di stasera ma, idealmente, anche alla storia delle maglie della Nazionale inglese firmate UMBRO. Dopo 50 anni di sponsorizzazione (con la parentesi Admiral) il glorioso marchio sportivo britannico lascia spazio al nuovo contratto di fornitura firmato con la Nike. A suo modo, dunque, una bella vittoria (dopo 23 anni dall’ultimo successo sul Brasile) per celebrare degnamente la fine di un binomio storico.

INGHILTERRA-BRASILE 2-1 (1-0)

Inghilterra (4-3-3): Hart Johnson, Cole (45′ Baines), Cahill, Smalling, Gerrard, Wilshere, Cleverley (45′ Lampard), Walcott (75′ Lennon), Rooney, Welbeck (62′ Milner). A disp.: Walker, Butland, Jagielka, Lescott, Osman, Oxlade-Chamberlain. All.: Hodgson.
Brasile (4-4-2): Julio Cesar, Dani Alves, Luiz (78′ Miranda), Dante, Adriano (69′ Filipe Luis), Paulinho (62′ Jean), Ramires (45′ Arouca), Ronaldinho (45′ Lucas), Neymar, Luis Fabiano (45′ Fred), Oscar. A disp.: Diego Alves, Leandro Castan, Hulk. All.: Scolari.
Arbitro: Pedro Proenca (Portogallo).
Marcatori: 27′ Rooney (I), 48′ Fred (B), Lampard (I)
Note, 19′ Ronaldinho (B) fallisce un calcio di rigore (parata di Hart); Ammoniti: -; Espulsi: -.

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Torinese, classe 1983. Da piccolo voleva vedere Wembley e il Maracanã, gli manca ancora il secondo. Toro e Arsenal nel cuore, sta fra un tackle di Gilberto Silva e Tony Adams che chiama il fuorigioco.