Coppa d’Africa 2013: l’analisi del girone D

All’inizio della Coppa d’Africa 2013, il Girone D era stato etichettato come il classico “girone della morte”; composto da quattro buone squadre, tutte le nazionali potevano avanzare la propria candidatura al passaggio del turno. Il gruppo, in realtà, ha lasciato spazio solamente alla lotta per il secondo posto, visto lo strapotere della super favorita Costa d’Avorio, qualificatasi con un turno d’anticipo come prima. Sfida avvincente, invece, tra il Togo e la Tunisia, che si sono contese fino all’ultimo secondo il passaggio ai quarti di finale: una battaglia che ha premiato gli sparvieri togolesi, che hanno centrato la prima storica qualificazione alla fase ad eliminazione diretta; mesta partecipazione, infine, per l’Algeria, eliminata dopo appena due incontri.

COSTA D’AVORIO – Voto 7,5. Elefanti d’assalto. La qualificazione ai quarti di finale ottenuta come prima del girone e con un turno d’anticipo non fa decisamente notizia. Gli elefanti sono sbarcati in Sud Africa col chiaro intento di conquistare la vittoria finale, consacrando finalmente un gruppo di calciatori composto da talenti purissimi, ma finora mai vincenti. In realtà il calcio espresso fin qui dai ragazzi del selezionatore Lamouchi non è stato di livello eccelso; tuttavia, la superiorità tecnica e atletica dagli arancioni ha compensato un gioco ancora non ottimale. Siamo sicuri che a partire dai quarti di finale assisteremo ad una Costa d’Avorio più concreta; intanto le basi per l’agognato alloro sono state gettate.

TOGO – Voto  7. Palla lunga e pedalare. La qualificazione alla fase ad eliminazione diretta, prima nella storia della nazionale togolese, arriva forse a sorpresa, visti i tanti dubbi della vigilia legati alla partecipazione della stella e capitano Adebayor. Alla fine l’attaccante del Tottenham ha deciso di dare il proprio contributo ad una squadra che ha giocato un calcio, come si diceva una volta, all’italiana: ottima difesa e contropiede. Così è arrivata la vittoria contro l’Algeria, gara della svolta della selezione di mister Six, che si è giocata la qualificazione in una gara incredibile contro la Tunisia, passando in vantaggio, venendo prima ripresa e quindi graziata da Mouelhi, che ha sbagliato il rigore qualificazione nel finale. Nei quarti ci sarà il Burkina Faso: vedremo se la tattica adottata fin qui continuerà a pagare.

TUNISIA – 6. Aquile sfortunate. Undici metri: è questa la distanza che ha separato la nazionale tunisina dalla qualificazione ai quarti di finale; se Mouelhi avesse realizzato il calcio di rigore contro il Togo a dieci minuti dalla fine della gara decisiva, forse saremmo qui a parlare di un’altra storia. Invece le Aquile di Cartagine escono, a testa alta, ma eliminate da una competizione che rimane stregata. La formazione del commissario tecnico Sami Trabelsi ha messo in campo sacrificio e buona organizzazione di gioco, ma è stata condizionata da episodi sfortunati che ne hanno favorito l’uscita di scena; impotenti contro la Costa d’Avorio, i mediterranei si sono dimostrati ampiamente competitivi contro le altre formazioni del girone.

ALGERIA Voto 4,5. Delusione del torneo. Arrivata in Sudafrica con grandi ambizioni, la nazionale algerina se ne torna mestamente a casa dopo un torneo decisamente sottotono. Eliminate dopo appena due partite, le volpi del deserto non sono riuscite a mettere in campo quelle qualità tecniche che pure non mancavano; sfortunati contro la Tunisia, spreconi contro il Togo, i maghrebini devono necessariamente recitare il mea culpa per un torneo che avrebbe potuto dare di più.  Buono solamente per l’orgoglio il punticino rimediato nell’ultima giornata contro una Costa d’Avorio imbottita di riserve e già paga per la qualificazione ottenuta in anticipo.

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.