I grandi del calcio russo: Aleksandr Kokorin, il nuovo che avanza

Nella quarta puntata del nostro viaggio alla scoperta del lontano calcio dell’est ci focalizziamo, dopo aver trattato tre giocatori del passato (recente e remoto), su uno dei maggiori talenti che la Russia ci offre: Aleksandr Kokorin.

In Russia (e non solo) è facile essere grandi promesse. Il difficile arriva quando bisogna confermarsi tali. A tal proposito, possiamo dire che Aleksandr Kokorin nell’ultimo si è tolto ufficialmente l’appellativo di “potenziale talento”, passando a un più definitivo “trascinatore” della Dinamo Mosca. E Capello, che si trova sempre dappertutto (non si sa bene come, ma riesce a vedere più partite in una giornata, nonostante le distanze russe) non si è fatto pregare, regalandogli un posto fisso anche in nazionale. Se lo godono alla Dinamo anche se, come è normale, i grandi club (Zenit su tutti) l’hanno già adocchiato.

Kokorin è una personalità quantomeno strana. Non brilla per simpatia ed è ancora molto immaturo. Ma non sul campo. Traducendo, lo si potrebbe comparare al El Sharaawy. Senza questi due giocatori, infatti, due club di grande storia come il Milan e la Dinamo navigherebbero in zone di classifiche che non competono loro. E non solo, il progetto di rinascita è ripartito in entrambi i casi da loro due. Classe 1991 il russo e 1992 l’italo-egiziano, hanno dimostrato che si può riporre fiducia nei giovani, anzi, che si deve.

Grande twitteromane (come Roman Shirokov, grande amico di Aleksandr, peraltro), si distingue per il suo atteggiamento ancora infantile, tipico di ragazzo di soli 21 anni. Nulla di speciale sia chiaro, Kokorin non è assolutamente il Balotelli russo, soltanto qualche comportamente ancora immaturo. A questo proposito spicca la “polemica” scoppiata qualche settimana fa e ripresa da molti giornali di gossip russi, che avevano pubblicato delle foto di Kokorin in pose molto “amichevoli” con Pavel Mamaev, centrocampista del CSKA. Kokorin è stato anche accusato di omossessualità, ma la realtà è un’ altra: i due sono grandi amici, nulla di più.

Il primo gol di Sasha con la maglia dei Poliziotti risale al 2008. Kokorin subentra al 18′ contro l’ormai estinto Saturn Ramenskoye e contribuisce alla rimonta trafiggendo l’esperto portiere ceco Kinsky. Non sarà l’unico centro stagionale per lui, dato che un mese più tardi, a novembre, con un delizioso pallonetto, consegnerà tre punti alla Dinamo sul campo della Lokomotiv.

La stagione che lo porta definitivamente alla ribalta e quella 2012/2013. In questa prima parte di campionato ha segnato tanti gol quanti quelli che aveva realizzato nei quattro anni precedenti. Senza di lui la Dinamo avrebbe la metà dei punti e sarebbe inguaiata fino al collo.

Ha già segnato anche lo nazionale, nella trasferta in casa di Israele. Capello lo preferisce a Dzagoev, forse un poco eclissatosi negli ultimi tempi. Perchè segna e fa segnare. Un attaccante dalle ottime qualità tecnica, dalla grande intelligenza tattica e con quella testa matta che mai nuoce in campo.

Le scorse puntate:

Lun 21 gen: Pavel Pogrebnyak, classe abbinata a potenza
Mer 23 gen: Andrey Arshavin, talento e svogliatezza
Ven 26 gen: Eduard Streltsov, il Pelè Bianco

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it