Napoli-Roma: immenso Cavani, 4-1 di autorità e terzo posto per gli “azzurri”

Trionfo del Napoli al San Paolo, contro la Roma, nelle ultime ore della festa dell’Epifania. Cavani si inventa una tripletta splendida e il 4-1 finale è lo specchio perfetto del modo in cui gli “azzurri” hanno interpretato meglio la gara e concretizzato ogni azione. La squadra di Mazzarri sale al terzo posto, per la Roma un brutto passo indietro dopo la vittoria sul Milan prima di Natale.

NEL SEGNO DI CAVANI – La gara inizia subito su ritmi alti ed è il Napoli ad imporli. Un paio di accelerazioni di Hamsik sono il preludio al gol: Pandev parte palla al piede in zona centrale e mette un assist stupendo per Cavani, tagliando in due la difesa romanista. Il bomber uruguaiano si inserisce perfettamente e tocca in anticipo, battendo Goicoechea in uscita. La Roma tenta di reagire e gioca abbastanza bene la palla, almeno fino alla trequarti avversaria, dove la manovra rallenta improvvisamente e diventa troppo complicata. Occasioni da gol non se ne vedono, fino alla mezz’ora quando Totti appoggia un’ottima palla centrale, al di là della linea difensiva avversaria. Destro è veloce nell’inserimento ma De Sanctis bravissimo ad uscire con tempismo. Passano 5 minuti e ancora Totti per Destro che conclude a rete ma il portiere del Napoli è attento sul primo palo. I padroni di casa, comunque, dimostrano di poter controllare la gara e rendersi estremamente pericolosi in contropiede ma è la Roma a chiudere meglio il primo tempo, con un paio di buone azioni offensive concluse, però, con poca incisività.

TROPPO CAVANI, ROMA PIEGATA – L’avvio di ripresa sembra quello del primo tempo. Zuniga (forse il migliore dei suoi nella prima frazione), scende sul fondo dalla sinistra, dopo uno scambio con Hamsik, e mette in mezzo un assist arretrato per Pandev. Il macedone viene anticipato ma Cavani è velocissimo ad arrivare sul pallone e calciare in girata verso la porta, schiacciando il pallone per terra che, rimbalzando, scavalca Goicoechea. 2-0 Napoli e colpo che può essere piuttosto duro per la Roma. I padroni di casa quasi dilagano, Hamsik fallisce un contropiede in solitaria e poco dopo Piris ferma miracolosamente Cavani lanciato a rete. Con il passare dei minuti i ritmi si abbassano e la Roma prova a guadagnare campo. Entra anche Osvaldo, al posto di Destro, e la Roma sfiora il gol con De Sanctis che salva in sequenza su Pjanic e Lamela, prima che Bradley mandi fuori a porta vuota. Al 25′, però, Cavani decide che è ora di fare ancora gol: corner dalla destra, al centro svetta il numero 7 di casa che infila Goicoechea per il 3-0 del Napoli. La gara sembra finita ma la Roma mette in campo l’orgoglio e Osvaldo finalizza in rete un ottimo inserimento e un perfetto assist di Pjanic.

C’è ancora tempo per qualche sortita romanista, nel tentativo di rimettere in piedi la partita, e per un paio di ottime ripartenze del Napoli. In un caso Cavani viene fermato in extremis da Goicoechea, nell’altra Maggio prima viene ipnotizzato dal portiere romanista, poi recupera il pallone e riesce a segnare, nonostante il tentativo di Balzaretti di salvare sulla linea. Finisce 4-1 per il Napoli, una gara impostata e giocata benissimo dagli uomini di Mazzarri, contro una Roma apparsa molto sottotono e piuttosto lenta, con una buona mole di gioco ma troppo sterile per portare via punti dal San Paolo.

NAPOLI-ROMA 4-1 (1-0)

Napoli (3-4-1-2): De Sanctis, Campagnaro, Britos, Gamberini, Zuniga, Inler (65′ Dzemaili), Behrami, Maggio, Hamsik (88′ Insigne), Pandev (81′ Mesto), Cavani. A disp.: Colombo, Fernandez, Uvini, Donadel, Dossena, El Kaddouri, Vargas, Rosati. All.: Mazzarri.
Roma (4-3-3): Goicoechea, Piris (82′ Florenzi), Burdisso, Castan, Balzaretti, Pjanic, De Rossi, Bradley, Lamela, Destro (62′ Osvaldo), Totti. A disp.: Stekelenburg, Dodò, Romagnoli, Perrotta, Marquinho, Tachtsidis, Lobont. All.: Zeman.
Arbitro: Tagliavento.
Marcatori: 4′, 48′ e 70′ Cavani (N), 73′ Osvaldo (R), 90’+1 Maggio (N)
Note: Ammoniti: Pjanic, Totti (R), Campagnaro, De Sanctis, Maggio (N); Espulsi: Pjanic (R).

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Torinese, classe 1983. Da piccolo voleva vedere Wembley e il Maracanã, gli manca ancora il secondo. Toro e Arsenal nel cuore, sta fra un tackle di Gilberto Silva e Tony Adams che chiama il fuorigioco.