Caro 2013…

Caro 2013,

sei appena arrivato e ancora dobbiamo prendere la giusta confidenza prima di abbandonarci ai nostri dialoghi. Tralasciando quanto di serio la vita possa offrire, che comunque bisogna guadagnarselo da soli, ti scomodo per alcune richieste di miglioramento dell’amato Calcio. Come un bambino con Babbo Natale, mi siedo davanti al computer e formulo la mia letterina: sta a te cercare di esaudire o meno questi desideri.

1) Mi piacerebbe che i tifosi italiani iniziassero a vedere il calcio per quello che realmente è: un gran bel gioco, impreziosito da un contorno di emozioni e sentimenti che lo rendono speciale. Non è una guerra né una gara a chi spara l’insulto più grosso; gli atleti non sono né robot né eroi ai quali tutto è concesso; una sconfitta non è un dramma.

2) Vorrei poter godere un simile spettacolo dal vivo senza chiedere il permesso in Tribunale, in impianti moderni, facilmente raggiungibili e nei quali trascorrere magari giornate intere in compagnia di amici o familiari.

3) Non sarebbe male neanche se un uomo avesse la libertà di seguire la propria squadra in trasferta senza nascondere la sciarpa per il timore di essere picchiato.

4) Vorrei che i dirigenti dei vari club siano più attivi nell’opera di sensibilizzazione al calcio: basta polemiche futili, basta gridare allo scandalo per un fuorigioco non visto! Se non danno loro l’esempio, purtroppo, il cambiamento non avverrà mai.

5) L’arbitro ha il diritto di sbagliare, ok, ma sarebbe bello se non ci fosse sudditanza nei confronti delle “big”. Ma mi rendo conto di aver espresso un’ambizione piuttosto utopica: per riuscire in ciò si dovrebbe cambiare l’uomo.

6) Sarei contento se la stampa cominciasse, finalmente, a non rinunciare più alla propria dignità. Perché inventare di continuo per moltiplicare le vendite? La gente, ormai, è più informata degli informatori stessi e non perdona. Perché pulire le scarpe a Galliani per sapere quanti antipasti ha mangiato da Giannino? Perché rincorrere scandali e polemiche e dimenticare il gusto inconfondibile di una discussione tecnico-tattica? Insomma: pensiamo calcio e parliamo di calcio!

7) Mi auguro si continui a dare fiducia ai giovani, proseguendo sulla falsariga dell’ultimo anno. Spero di assistere a campionati sempre più incerti e combattuti, con formazioni propositive e mai arrendevoli. Prego affinché l’Italia possa tornare ad apprezzare se stessa e a rialzare nuovamente la voce in Europa.

8) Faccio un in bocca al lupo a tutti gli allenatori: sarei felice per loro se i presidenti non li mettessero più sulla graticola per un fallo laterale battuto in maniera imprecisa.

9) Da difensore occasionale (e abbastanza scarso) nelle partitelle tra amici, invoco un ritorno alla scuola della marcatura. Non esasperiamo il concetto della zona: ritorniamo ad insegnare ai ragazzi come si asfissia un centravanti. Una volta, grazie a simili ideologie, avevamo i difensori più forti al mondo…

10) Fino a quando le televisioni non attueranno un’equa spartizione del denaro tra tutti i club, il calcio non sarà mai uno sport. Sarà sempre bello, emozionante, sarà uno spettacolo. Sarà tutto tranne che uno sport.

11) Più che un auguro è un invito a me e a tutto il fantastico gruppo di MondoPallone: abbiamo fatto tanto, adesso dobbiamo fare ancora di più. Assieme si può sognare.

Letterina impacchettata e spedita: caro 2013, ne riparliamo a dicembre…

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.