MMXII, ultimo capitolo

Eccogi giunti all’ultimo atto. Non del campionato ovviamente, ma dell’anno solare: si chiude il 2012, siamo ancora vivi perché per fortuna non c’è stata la tanto attesa fine del mondo, ed eccoci qui allora, pronti per gli ultimi novanta minuti di passione di questo anno che ci ha regalato tante belle emozioni. Non sto a qui a farvi gli auguri perché c’è ancora un po’ tempo, e perché soprattutto c’è un fine settimana di calcio, anzi di sport, da raccontare e vivere tutto d’un fiato.

Tante le questioni di cui si dovrebbe dibattere, ma sono poche quelle che realmente lo meritano. Non discutiamo, per volontà, dell’elezione fiume del nuovo presidente della Lega Calcio, perché secondo noi è un qualcosa che si c’entra veramente poco con il senso vero dello sport (sia chiaro: “noi” come redazione, e non come un goliardico pluralia maiestatis: mica sono il mago Othelma). Molto più bello, e vero, parlare di ciò che accade, è accaduto, e che accadrà sul terreno di gioco, su quel rettangolo verde su cui scarpini e palloni si accarezzano per disegnare pennellate a volte d’autore (come la mossa dello scorpione di Ibra, guardate un po’ qui), a volte un po’ meno, ma sempre entusiasmanti.

Dando un occhio, però, a ciò che principalmente ci riguarda, e dunque a ciò che è successo nel nostro campionato, la sensazione è che… quella Vecchia Signora lì sopra sia proprio tenace, bella arzilla, e mai doma. Il Cagliari c’aveva provato a far paura, Sau sembrava imprendibile, e Pinilla aveva osato buttarla nel sacco dagli undici passi. La classica frustata al leone: che poi si sveglia, reagisce, e fa male. Con la calma e l’indifferenza di chi si prende tutto il tempo che vuole, tanto ne ha parecchio, e prima incassa il colpo, poi affila gli artigli, e via: preda aggredita. E divorata. Fino all’ultimo boccone, il gol di Vucinic al 95′ (la classica rete croce e delizia per i fantacalcisti accaniti). Juventus che dunque vince, e rafforza il titolo – virtuale – di campione d’inverno, in un venerdì a ogni modo entusiasmato anche dall’altro anticipo, quello tra Pescara e Catania.

E bravo Bergodi! Suvvia, diciamolo chiaramente: al cospetto del Catania di Maran e il suo calcio spumeggiante, chi avrebbe puntato un euro senza pensarci, sulla vittoria di un Pescara ancora del tutto in cerca di un’identità? Chi l’avrebbe fatto senza una minima incertezza, un minimo dubbio, un pelo di indecisione? Beh, forse solo il tecnico degli abruzzesi, l’unico forse che veramente è sembrato crederci fino alla fine e lo ha dimostrato, disegnando un Pescara compatto, tenace, convincente, vincente. Lo ha tenuto bene per le briglie e lo ha fatto scatenare al momento giusto. E così Togni segna, l’Adriatico esulta, e gli etnei sono alle corde. Ok, forse avevamo dato il Pescara troppo presto per spacciato.

E quest’oggi? Tante gare in programma da non perdere, anzi, da seguire categoricamente insieme a noi. La Fiorentina vuole confermarsi grande e vola a Palermo, un Napoli in crisi di nervi e risultati va a giocarsela a Siena, l’Udinese scenderà in campo a Bergamo in una sfida che negli ultimi anni è stata da over; e poi Sampdoria-Lazio, Bologna-Parma, Toro-Chievo e, infine, Roma-Milan. Attenzione, riflettori sull’Olimpico: si chiude il 2012 con una super partita. Zeman e Allegri uno contro l’altro, giallorossi e rossoneri che si affrontano, la Lupa e il Diavolo, con quest’ultimo a caccia del sorpasso in classifica. Ci riuscirà? Giusto poche ore e lo sapremo. E se poi, tutte queste emozioni, le vivremo insieme, tanto meglio: basterà che a voi farà piacere restare qui, a tifare ed esultare con noi, tra le pagine del sito di calcio più bello che c’è.

 

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Appassionato di sport – calcio, NFL e tennis su tutti. Direttore di MondoPallone.it, giornalista e telecronista di Sportitalia. Ottimista e molto (troppo) frenetico. Email: amilone@mondosportivo.it