Esclusiva Mp – Atzori: “Alla Reggina tornei volentieri, ma ora tifo per Dionigi”

Gianluca Atzori e la Reggina, una sintonia ancora viva. Davide Dionigi fatica ad ottenere risultati in riva allo Stretto e Lillo Foti ripensa all’ex difensore centrale; lui nega, lancia messaggi di stima verso il collega in difficoltà, ma ammette che riabbracciare la Calabria non gli dispiacerebbe affatto…

Mister, è un periodo in cui la accostano sempre alle sue ex squadre. Prima la Samp, ora la Reggina…

Mi dispiace ma non posso far altro che smentire per l’ennesima volta. Non mi ha cercato nessuno. La Reggina ha un ottimo allenatore e può uscire dalla crisi grazie alle sue idee.

Ma lei tornerebbe sullo Stretto?

A Reggio sono stato benissimo: due stagioni fa giocammo un gran calcio, conquistando la fiducia della gente e sfiorando la Serie A. Non mi dispiacerebbe affatto tornare in quella piazza, anzi, però ci vuole rispetto nei confronti di un collega che sta svolgendo con professionalità il suo lavoro. La Reggina attraversa un momento difficile, ma Dionigi ha sempre fatto esprimere un gioco propositivo alla sue squadre ed io faccio il tifo per lui. 

Il campionato cadetto non si ferma neanche a Natale: mossa utile per riempire finalmente gli stadi?

Non saprei. A mio avviso il vero problema è un altro: la gente non va più con frequenza allo stadio perché il calcio è diventato noioso. Troppe formazioni si schierano in maniera attendista e speculativa, penalizzando lo spettacolo.

C’è un tecnico che si discosta da questa linea e incontra la sua stima?

Vincenzo Montella. Sta facendo cose egregie a Firenze; il suo è un calcio sempre propositivo.

Fiorentina che si schiera con il 3-5-2, così come molte altre compagini ormai. Perché?

Parliamo di un sistema di gioco molto gradito al sottoscritto. Negli ultimi giorni ne ho discusso con alcuni colleghi: non ci sono più i difensori centrali di una volta, bravi sia nella marcatura a uomo che in quella a zona. Con il terzo uomo, gli allenatori sopperiscono alla carenza di qualità in un reparto piuttosto importante per le sorti di una squadra. Ovviamente non si riduce tutto a ciò, ma credo sia questa la prima intenzione.

A Catania, modulo a parte, tutti i tecnici volano. Cosa c’è di speciale nella piazza siciliana?

Ho lavorato due anni a Catania e posso tranquillamente lodare la società presieduta da Pulvirenti. Ti mettono a disposizione tutto l’occorrente per far bene e il loro sostegno non manca mai. Inoltre, da cinque o sei anni a questa parte, non hanno mai mutato le loro linee guida: si affidano sempre ad allenatori giovani, reduci da campionati importanti e vogliosi di esprimere un buon calcio.

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.