AEK Atene, si dimette Grysbolakis: “La squadra sta morendo”

In un’intervista a Novasports FM, l’ex vice presidente dell’AEK Atene Giorgos Grysbolakis ha parlato delle ragioni che lo hanno portato alle dimissioni, non nascondendo il risentimento verso alcune scelte societarie e la delusione per gli investimenti non arrivati.

RABBIA CONTRO VINTIADIS. “Il mio è stato anche un gesto di protesta, che qualcuno doveva pur fare. Vuole essere una forma di pressione sul signor Vintiadis (il potenziale investitore che da mesi promette l’acquisto della squadra, ndr): non può lasciar passare mesi senza prendere una posizione certa e paralizzare le scelte di una società intera. L’AEK sta morendo e noi dobbiamo guadrare, io ora non dipendo più da nessuno e le cose le posso dire liberamente. Vintiadis deve dirci qualcosa di certo, adesso. Servono soldi, le campagne acquisti non si fanno con le polizze assicurative, servono investimenti concreti, ora. Dia una risposta sicura, sia essa negativa o positiva. Lui sa esattamente com’è la situazione: L’AEK ha un debito di 30 milioni di euro, il 70% dei quali allo Stato greco. Se si vuole prendere questa responsabilità, lo faccia subito”.

FACEVO DA TAPPEZZERIA. “Ero diventato il vice presidente dell’AEK, era un sogno per me, ma non potevo accettare di essere una decorazione della sala e di non prendere parte in nessuna decisione importante. Non ero d’accordo con il bilancio, ma l’ho dovuto firmare lo stesso per il bene della società; non ho avuto alcun coinvolgimento nel mercato estivo; con Vintiadis ha parlato solo il presidente Dimitrelou e noialtri non sapevamo nulla; non ho nemmeno incontrato Ewald Lienen, quando è stato assunto. Poi ci chiedono perché ci sono così tanti problemi…”

ASPETTANDO LA LEGGE FISCALE. “La legge fiscale avrebbe dovuto essere emanata in questi giorni, ma è slittata al 2013. Aspetteremo fino a metà dell’anno prossimo per risolvere i problemi? Sarò banale, ma ci servono solidi investimenti. Il budget delle nostre casse è insufficiente, i giocatori non sono stipendiati a dovere e intanto aspettiamo il prossimo controllo fiscale, che ci dirà di quanto capitale necessiteremo. L’AEK ha bisogno di soldi e di persone capaci: è dal 2010 che teniamo in vita la squadra con delle iniezioni, bisogna dire la verità ai tifosi, con le bugie non si ottiene nulla”.

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Pavese classe '91, laureato in scienze politiche, per lui lo sport è uno specchio su cui si riflette la storia di un popolo. Stregato dal calcio inglese e greco, ama la politica, l'heavy metal e il whiskey. Email: fpiacentini@mondosportivo.it