Paris Saint-Germain, il futuro passa anche dal simbolo

Nuova proprietà, nuovo assetto, nuovi giocatori, nuovo manager, nuovo “stile” e approccio al calcio. E ora, nuovo simbolo. Questa, a quanto annuncia Le Parisien questa mattina, sarebbe la nuova idea del presidente Al-Khelaifi. Modificare il vecchio stemma e sostituirlo con uno nuovo, con varianti che, però, rischiano di creare non poche polemiche tra i tifosi. Andiamo ad analizzarle, con l’aiuto della foto allegata:

  • il colore: la prima cosa che si nota. Dal blu ‘royal’ di richiamo alla bandiera francese, scelto negli anni ’70 dal designer francese Daniel Hechter, all’epoca anche presidente del Club, a un azzurro che, a prima vista, non sembra avere molti legami concreti né con Parigi (nello stemma della città il nuovo colore non compare) né con altre situazioni locali. Tra l’altro l’azzurro colore dei rivali storici dell’Olympique Marsiglia, sicuramente non farà piacere ai tifosi parigini;
  • simboli: alcuni cambiano, alcuni spariscono. Il PSG attuale nasce nel 1970, dalla fusione tra Stade Saint-Germain (fondata nel 1904) e FC Paris (fondata nel 1969). I famosi simboli della culla bianca e del giglio bianco, nello stemma attuale, derivano dallo stemma del comune di Saint-Germain-en-Laye, in rappresentanza di re Luigi XIV (1638-1715) nato proprio in questa località. Questi due simboli dovrebbero sparire, nel nuovo stemma, mentre la Tour Eiffel stilizzata rossa dovrebbe modificarsi, diventando tridimensionale.
  • le scritte: infine, le parole presenti sullo stemma. Nell’attuale, in alto si legge il nome completo Paris Saint-Germain mentre, in basso, la data 1970, anno della fusione e della nascita dell’attuale PSG. Nel nuovo stemma, invece, si vorrebbe inserire il solo nome Paris, in alto, a caratteri piuttosto grandi e, in basso, più in piccolo, la parte Saint-Germain, facendo scomparire del tutto l’anno di fondazione.

Sembra chiaro, dunque, il progetto di evidenziare Parigi e sminuire St-Germain-en-Laye, quasi a voler “disconoscere” l’origine del Club e la sua storia. Un’idea, quella della proprietà, che prosegue nel solco del rinnovamento senza sconti, in barba alle tradizioni che sono alla base dell’identità di un Club calcistico. Sembra solo questione di tempo per la modifica del logo, dato che già si è avuta notizia che il bus ufficiale della squadra, dal prossimo gennaio, sarà colorato proprio dell’azzurro scelto per il rinnovamento. Mancano solo le maglie, quindi, e poi si potrà pensare al nuovo PSG che, però, sfortunatamente, avrà poco a che fare con l’originale.

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Torinese, classe 1983. Da piccolo voleva vedere Wembley e il Maracanã, gli manca ancora il secondo. Toro e Arsenal nel cuore, sta fra un tackle di Gilberto Silva e Tony Adams che chiama il fuorigioco.