Esclusiva Mp – Moriero: “Zeman non è cambiato. El Shaarawy numero uno”

Francesco Moriero non ha dubbi: Zdenek Zeman non è cambiato di una virgola. Lui lo conosce bene, per averlo avuto come allenatore ai tempi in cui era l’ala destra del Napoli. Di questo e altro ancora abbiamo parlato con il 43enne leccese, reduce da una sfortunata parentesi sulla panchina del Grosseto.

Mister, in queste partite di Coppa Italia stiamo vedendo come le varie squadre puntino sul blocco dei titolari. E’una rivincita per la competizione?

Credo che la Coppa Italia sia stata rivalutata già nella passata stagione. E’una competizione ufficiale, un trofeo che quando lo vinci ti riempie di soddisfazione. Era ora che venisse affrontata con maggiori stimoli.

Ieri la Roma ha centrato la sua quinta vittoria consecutiva: è una compagine che può ambire al massimo in campionato?

Con la Roma, e più in generale con le squadre di Zeman, bisogna essere sempre cauti. L’avvio non era stato entusiasmante, mentre adesso le cose sembrano cambiate. Credo che, se manterranno continuità nei risultati, Totti e compagni siano i favoriti per il terzo posto.

Lei è stato allenato da Zeman ai tempi del Napoli. Ritiene che il boemo sia davvero cambiato?

Assolutamente no. Almeno per quanto mi riguarda, non ho avuto tale sensazione. Le manovre offensive della Roma sono tipicamente zemaniane, basta confrontarle con le squadre che il mister ha allenato in passato. Qualcosa è cambiato solo per quanto riguarda la posizione di Totti, ma con un fuoriclasse del genere era inevitabile. E’ lui la vera differenza.

Facciamo un salto indietro: domenica scorsa Inter-Napoli, quasi derby del cuore per lei, cosa ha detto al campionato?

Inter-Napoli ha detto che i nerazzurri hanno un’ottima solidità difensiva e campioni che da un momento all’altro possono decidere una partita. Allo stesso tempo, però, si è visto come i meccanismi dei campani siano più oliati. Ritengo che la squadra di Mazzarri sia la prima antagonista della Juventus: Stramaccioni potrà fungere da terzo incomodo.

Si è parlato tanto del ritorno in panchina di Conte: averlo o non averlo vicino fa davvero la differenza?

Premettendo che lo cosa più importante resta sempre la settimana di allenamento, visto il personaggio direi di sì. Antonio vive le partite in maniera intensa, quasi come se fosse ancora un calciatore. Per i suoi uomini è molto incoraggiante averlo a pochi metri di distanza.

Da ex ala, come commenta la riscoperta del ruolo? Pochissime squadre giocano oggi con il rombo…

Sì, è vero. Ovviamente il dato mi fa piacere. Ritengo che gli esterni d’attacco siano importantissimi per una squadra che ambisce ad ottenere risultati di un certo tipo. Se hai un calciatore che partendo da posizione defilata salta l’uomo e converge al tiro, allora diventa più facile scardinare le difese avversarie. Il numero uno in questo ruolo, a mio avviso, per il momento è El Shaarawy.

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.