Champions League: Celtic all’ultimo respiro, 2-1 allo Spartak e qualificazione!

Celtic qualificato agli ottavi di Champions League. Impresa completata con la vittoria all’ultimo respiro contro lo Spartak Mosca e il contemporaneo 0-0 del Benfica a Barcellona. Gara più complicata del previsto, risolta dal rigore di Commons a 9 minuti dalla fine per il delirio del Celtic Park.

Primo tempo che inizia subito su ritmi coinvolgenti. Lo Spartak non è venuto a Glasgow per fare da comparsa e, anzi, nei primi minuti sembra molto intraprendente, soprattutto con giocate veloci e passaggi diretti per arrivare subito in zona gol. Il Celtic tenta di scuotersi con qualche ripartenza e al 21′ trova addirittura il vantaggio, da un’azione piuttosto fortunosa: la palla è manovrata da Samaras nella propria metacampo, sulla sinistra, e il greco tenta un lancio a tagliare la linea difensiva avversaria, verso Hooper. Insaurralde è in netto anticipo ma “buca” completamente il pallone, che diventa giocabile proprio per lo stesso Hooper, alle sue spalle. Quasi un rigore in movimento, appena fuori area, e il numero 88 scaglia un gran tiro nell’angolo basso, battendo Pesyakov in uscita. Vantaggio Celtic e pubblico già caldissimo.

HOOPER ILLUDE, ARI GELA CELTIC PARK – I minuti scorrono sulla falsariga di una partita ancora aperta, con gli scozzesi che non sembrano abbastanza concentrati in difesa e i russi a tentare di fare male con azioni offensive ficcanti. Emenike è molto attivo, ma è penalizzato da piedi non propriamente eccelsi, mentre è molto buono il supporto offensivo di Dzyuba e Ari. Un paio di situazioni pericolose, ma non decisive, per parte e al 39′ il pareggio Spartak: ancora un’ottima giocata in ripartenza di Emenike, che sale sulla sinistra e apre molto bene su Ari, che accorre in area dal lato opposto. Difesa del Celtic completamente sbilanciata da un lato e il numero 9 dello Spartak supera Forster con un ottimo “colpo sotto” che Wilson sulla linea non riesce a intercettare. Pareggio che fotografa bene un primo tempo vivace e giocato a viso aperto da entrambe le squadre. Per gli scozzesi è però un punteggio troppo rischioso in ottica qualificazione (devono fare un risultato migliore del Benfica, impegnato a Barcellona, ndr) e nella ripresa dovranno per forza accelerare ulteriormente.

Il secondo tempo prosegue come il primo, il Celtic ci mette molta grinta ma fatica ad essere lucido in fase di costruzione del gioco. Lo Spartak spinge meno ma resta comunque potenzialmente più pericoloso. Al 51′ palo clamoroso di Samaras, con una bella conclusione in anticipo sul primo palo, sul cross da destra di Lustig, ma è un’occasione isolata, almeno in questo avvio di frazione. Il Celtic ci prova e tenta di aumentare la pressione, al 72′ enorme occasione per Ambrose, di testa sul primo palo con ottimo tempismo sul corner di Commons, ma la palla sfiora il palo.

LA QUALIFICAZIONE DA 11 METRI – Al 78′ un’altra occasione Celtic, ancora da corner: Mulgrew stacca benissimo ma Pesyakov con un colpo di reni perfetto riesce a deviare fuori con la punta delle dita. Gli scozzesi ora provano il tutto per tutto, Samaras si lancia in area per un’altra azione offensiva e viene spintonato lateralmente da Suchy. Per Brych è rigore! Neil Lennon non ha il coraggio di guardare, Kris Commons va dal dischetto e spara un bolide sotto la traversa, 2-1 e Celtic Park esplode. Il gol vale la momentanea qualificazione, visto che il Benfica è ancora bloccato sullo 0-0 a Barcellona, ma gli ultimi minuti si preannunciano di pura ansia. Gli ultimi minuti si vivono con l’orecchio al Camp Nou e il cuore in campo, per tenere palla e difendere il vantaggio. Da Barcellona arriva la notizia dello 0-0 del Benfica mentre Brych fischia la fine. L’impresa è completa, il Celtic è qualificato agli ottavi di finale.

CELTIC-SPARTAK MOSCA 2-1 (1-1)
Celtic (4-4-1-1): Forster, Izaguirre, Ambrose, Wilson, Mulgrew, Lustig (71′ Matthews), Brown (84′ Ledley), Commons, Kayal (73′ Nouioui), Samaras, Hooper. A disp.: Zaluska, Rogne, Miku, Watt. All.: Lennon.
Spartak Mosca (4-2-3-1): Pesyakov, Insaurralde, K. Kombarov, Suchy, Rafael Carioca, Jurado, Kallstrom, D. Kombarov, Ari (62′ McGeady), Dzyuba, Emenike. A disp.: Dykan, Bryzgalov, Pareja, De Zeeuw, Yakovlev, Kozlov. All.: Karpin.
Arbitro: Felix Brych (Germania)
Marcatori: 21′ Hooper (C), 39′ Ari (S), 82′ rig. Commons (C)
Note: Ammoniti: Kayal, Lustig (C), Kallstrom, D. Kombarov, McGeady (S); Espulsi: 88′ Kallstrom (S)

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Torinese, classe 1983. Da piccolo voleva vedere Wembley e il Maracanã, gli manca ancora il secondo. Toro e Arsenal nel cuore, sta fra un tackle di Gilberto Silva e Tony Adams che chiama il fuorigioco.