MondoPallone Racconta… La rivincita dei piccoli

Piccoli di statura, ma dal grande talento. Il calcio italiano ha rispolverato con successo questa categoria di giocatori, come dimostrano anche le scelte di Prandelli. Non visti di buon occhio per l’aspetto fisico ed agonistico del gioco, i “piccoletti” si prendono la loro rivincita.

Se il Sudamerica può vantare rappresentanti del calibro di Diego Armando Maradona (165 cm), Osvaldo Ardiles (169 cm), Lionel Messi (169 cm), Héctor Chumpitaz (170 cm), Garrincha (169 cm), Roberto Rivelino (169 cm), Romário (169 cm) e Roberto Carlos (168 cm), anche l’Italia ha avuto e continua ad avere ottimi interpreti di taglia mini. Il primo grande di cui parlare è Raimundo Orsi (168 cm), oriundo argentino che da ala sinistra vinse il Mondiale 1934 con gli azzurri e 5 scudetti di fila con la Juventus.

Raimundo “Mumo” Orsi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli anni ’40 e ’50 imperversavano in Serie A un’ala destra minuta e rapidissima, Ermes Muccinelli (163 cm), ed un portiere diventato famoso per segnare dal dischetto, Lucidio Sentimenti (o Sentimenti IV, 170 cm). Proprio quello dell’ala o del “Numero 10”, è stato il ruolo che maggiormente ha presentato esempi significativi. Probabilmente per la capacità di “sgusciare” via agli avversari con dribbling imprevedibili e giocate geniali di chi riceveva carta bianca per inventare calcio senza gravosi obblighi tattici. Come non citare Omar Sivori (163 cm), Gigi Meroni (170 cm), Franco Causio (170 cm) e Bruno Conti (169 cm), autentici geni del pallone. Ma anche il capitano generoso e vincente della Juventus Giuseppe Furin0 (167 cm), mediano temibile per tutti gli avversari. Nella prima metà degli anni ’80 ebbe un buon successo la punta brevilinea Giuseppe “Nanu” Galderisi (168 cm): alzando leggermente l’asticella, anche un certo Paolo Rossi (174 cm) può rientrare in questo gruppo. Nel decennio successivo brillarono stelle quali Gianfranco Zola (166 cm), Roberto Baggio (174 cm) e Giuseppe Signori (171 cm).

Gianfranco Zola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi, la Nazionale presenta tanti giocatori tutt’altro che colossi dal punto di vista fisico. Capaci però di rubare l’occhio con doti diverse ma ugualmente importanti. La generosità di Emanuele Giaccherini (167 cm), il talento precoce di Marco Verratti (165 cm), le zampate di Sebastian Giovinco (164 cm), l’entusiasmo di Alessandro Florenzi (174 cm), il dribbling di Lorenzo Insigne (163 cm). Senza contare che a Euro 2012 c’era ancora il bomber Antonio Di Natale (170 cm).

Lorenzo Insigne

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra gli ex azzurri, Fabrizio Miccoli (168 cm), Pasquale Foggia (168 cm) e Andrea Cossu (170 cm). L’Italia calcistica e la Nazionale sperano di riabbracciare presto anche Giuseppe “Pepito” Rossi (173 cm). In rampa di lancio potrebbe esserci anche un altro piccoletto terribile, Marco Sau (171 cm), autore di un buon inizio nella massima serie in questa stagione.

Nel nostro campionato c’è anche chi ha già dimostrato il suo valore a dispetto della taglia mignon, come l’argentino Maxi Moralez, che con i suoi 159 centimetri è attualmente il più brevilineo di tutti.

Insomma… buttiamo il metro nella spazzatura.

 

 

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Cagliaritano, classe '81. Pazzo per Brera, Guerin Sportivo e Panini. Da anni membro di MP: principalmente ed inevitabilmente, per scrivere sulla storia del calcio. Italiano ed internazionale. Email: fornano@mondosportivo.it