Accoglienza Benitez: “Tutti, ma non quel grasso cameriere spagnolo!”

Non inizia di certo nel migliore dei modi l’avventura di Rafa Benitez sulla panchina del Chelsea, chiamato da Abramovich per sostituire Di Matteo dopo la pesante sconfitta contro la Juventus. Tra il tecnico spagnolo e i blues non corre assolutamente buon sangue, per via di alcuni litigi successi in passato tra lui (quando allenava il Liverpool) e José Mourinho. A confermarlo, sono degli esponenti della tifoseria del Chelsea che spiegano le ragioni del loro disappunto, e minacciano di mettere in atto dei significativi segni di protesta.

In primo luogo, c’è lo storico abbonato Jon Dolan, il quale critica Benitez soprattutto per motivi tecnici. In un’intervista al Daily mail, considera il tecnico spagnolo: “un allenatore che, a parte vincere alla lotteria a Istanbul, ha portato a casa solo una FA Cup con il Liverpool e di quelle coppe noi ne abbiamo un sacco; che ha fatto spendere al Liverpool oltre 230 milioni di sterline, prendendo di decente però solo Torres e Xabi Alonso; che è stato cacciato dall’Inter del triplete di Mourinho dopo appena sei mesi e che fa giocare le sue squadre in modo mortalmente noioso“.

Domenica, contro il Manchester City, dovrà quindi affrontare una di quelle accoglienze che non si dimenticano così facilmente. I tifosi, infatti, hanno annunciato, tramite vari social network, di mettere in piedi una serie di proteste per manifestare la loro contrarietà: strapperanno i loro abbonamenti allo stadio. Già in passato, quando circolava la voce di Benitez sulla panchina del Chelsea al posto di Villas-Boas, apparirono striscioni accompagnati da cori di insulti.

I COMPITI DI BENITEZ. Oltre alla situazione tifosi, che di certo non faciliterà il compito, Benitez dovrà fare i conti anche con gli obiettivi societari. Gli è stato chiesto, infatti, di raggiungere almeno la zona Champions. Per raggiungere tale traguardo, bisognerà risistemare la difesa ma, soprattutto, cercare di trovare un compromesso tra l’offensivismo che piace ad Abramovich e il suo pragmatismo, che consiste nel non prendere gol, prima di tutto. Insomma, se il buongiorno si vede dal mattino…

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Nato a Gaeta nel 1988. Appassionato di (grande) calcio, ma anche di molti altri sport. Dopo aver calpestato svariati campi di terra ed erba, ha deciso di tentare la sua prima avventura in una redazione.