Palermo-Catania, si accende il Derby. Lo Monaco: “Catania messo in piedi dal sottoscritto””

Le buone intenzioni per mantenere i nervi saldi nei giorni pre-Derby c’erano tutte. Palermo e Catania infatti avevano deciso già dall’inizio della settimana di non rilasciare dichiarazioni alla stampa in merito all’imminente incontro tra le due siciliane.

Eppure, però, qualcosa è sbucato fuori da entrambe le parti. Dal fronte occidentale della Sicilia tuona l’amministratrore delegato rosanero Pietro Lo Monaco, ex di lusso in questo caso, che senza peli sulla lingua non ha esitato a ricordare che il Catania è frutto del lavoro suo, rimarcando il tutto con una buona dose di veleno che non fa altro che infiammare l’animo dei due ambienti: “Come tutti i Derby non ci sono favoriti, perchè sono partite a sè stanti – ha dichiarato il numero due palermitano – A me interessano solo i tre punti, perchè servono a noi per la corsa alla salvezza, mentre il Catania deve puntare per forza all’Europa League e sarebbe un fallimento qualora non riuscisse a conquistarla. Cosa ho lasciato a Catania? Tutto, lì ho costruito tutto io e adesso stanno continuando per la strada che avevo tracciato, con gli stessi progetti tecnici, con le medesime strategie di comunicazione. Pulvirenti? Non lo saluterò, non voglio fare polemiche. Entrambi sappiamo il motivo vero per cui mi sono allontanato dalla società etnea, ma non lo dirò mai. Il presidente è stato importante come lo sono state tante in società  – continua Lo Monaco volendo sminuire volutamente l’importanza del patron rossazzurro. E sul fronte mercato: “Non faremo più operazioni di mercato con il Catania, ormai sono cambiati gli scenari“.

A queste affermazioni risponde la società etnea con un secco comunicato stampa apparso pochi minuti fa sul sito ufficiale del club. “La Società Calcio Catania, posta a conoscenza delle dichiarazioni ufficiali dell’Amministratore Delegato dell’U.S. Città di Palermo rese in questi giorni immediatamente precedenti l’incontro, intende non replicare in quanto da un lato le stesse si commentano da sole e dall’altro la violenza verbale, la volgarità e gli insulti non fanno più parte della nostra società, che ha uno stile improntato al rispetto delle regole, alla correttezza comportamentale ed al riconoscimento del valore della squadra avversaria“.

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Nato a Catania il 10 giugno 1987, si è laureato in Scienze della Comunicazione a Bergamo, dove ha cominciato l’attività pubblicistica collaborando con Bergamo&Sport, Bergamosportnews.it e Itasportpress.it. Segue con passione il calcio a tutti i livelli.