Cronache dalla Russia: il giro di boa fa le prime vittime

In Russia è finito il girone d’andata, ed è tempo di tirare le prime somme. Lo devono avere pensato anche sulle rive del Volga e nel Caucaso , dove gli ultimi risultati decisamente negativi hanno modificato le gerarchie nelle zone basse della classifica, facendo risalire un Volga praticamente morto solo due settimane fa. E in due giorni sia Alaniya che Krylya hanno deciso di cambiare le loro guide tecniche, affidandosi a nuovi traghettatori, di diversa esperienza ma volenterosi di dare una scossa ai due importanti piazze del movimento calcistico russo. Ricordando che il girone di ritorno comincia con la seconda di andata, poichè in Russia vi è l’usanza di aprire e chiudere con gli stessi scontri, andiamo ad analizzare le due situazione maturatesi a Samara e a Vladikavkaz in questi ultimi giorni.

Partiamo dall’Alaniya: 2 sole vittorie, in casa contro il Terek e il Kuban, e poi poco altro. Il declino dei giallorossi è coincisio con due avvenimenti: il grave infortunio di Khubulov, bella sorpresa di inizio torneo, mediano di qualità e con un buon senso del gol, e il momento no di Danilo Neco. Il brasiliano ha regalato 8 dei 10 punti totali, e sta facendo nonostante tutto un campionato mostruoso. In generale è un momento preoccupante per l’Alaniya, che non vince dal 20 agosto: ecco perchè Vladimir Gazzaev ha deciso di andarsene, lasciando spazio al padre e presidente, Valery. Grande uomo di calcio, Gazzaev sr, vanta un passato al CSKA. Potrebbe essere l’uomo giusto, vedremo cosa dirà il campo. Cambio di guida tecnica anche in casa Krylya, dove Kobelev ha pagato 4 sconfitte di fila, nelle quali la sua squadra non ha mai segnato e ha preso 9 gol: su tutte ovviamente pesa lo 0-5 interno con lo Spartak. Al suo posto Tsygankov, il precedente allenatore in seconda.

Ha tirato un sospiro di sollievo invece Gadzhiev: il suo Volga ha conquistato 7 punti vitali nelle ultime quattro partite, sorprendendo le derelitte e sopracitate Krylya e Alaniya a domicilio, e subendo la beffa a tempo scaduto in casa contro lo Zenit, al termine di una partita a tratti dominata. Se poche settimane fa la squadra di Nizhnij Novgorod pareva già retrocessa, adesso la situazione è diversa: lotterà fino alla fine, ma ci proverà in tutti i modi per ottenere quantomeno il play out. Nel gruppone delle retrovie sorride anche il Rostov, tornato alla vittoria con l’Amkar dopo tempo immemore: la squadra di Bozovich è formata da veterani che hanno fatto la storia del calcio russo nelle ultime stagioni, e perderla sarebbe un peccato; il problema è il rendimento in trasferta, soprattutto, dove i Selmashi non vincono da 13 mesi.

Se Krasnodar e Amkar si avviano a un campionato tranquillo, senza patemi di classifica ma con poche ambizione d’europa, il discorso della Dinamo è diverso: letteralmente trascinata da Kokorin (come El Sharaawy col Milan, per intenderci) la Dinamo ha raccolto i punti che doveva trovare dopo l’inizio sconcertante. Dan Petrescu sta lavorando bene, ma ha bisogno ancora di tempo. Il paradosso è che per la Dinamo il campionato rischia di essere praticamente già finito, non potendo ambire alle coppe e non rientrando nella corsa alla salvezza. Ecco perchè la sfida di coppa con l’Anzhi potrebbe essere il viatico cruciale della stagione.

Entriamo nel gruppone delle magnifiche 8. La Lokomotiv sta vivendo un periodaccio, ma la prestazione fornita con l’Anzhi ha dato dei segnali importanti di ripresa: il materiale a disposizione non è dei migliori, ma Bilic era riuscito ad improntare la sua mentalità vincente sulla squadra; ecco perchè risulta incomprensibile un tracollo così vertiginoso e duraturo. Dura dire se potremo rivedere i ferrovieri in Europa. Per lo Spartak invece, l’andamento si è completamente invertito: escludendo la brutta prova di Lisbona, le ultime tre partite sono significate 9 punti e soprattutto zero gol subiti. Un’ impresa, vedendo i risultati precedenti. Se, come pare, i Myaso dovessero uscire dalle competizioni internazionali ed Emery venisse confermato, il club più titolato di Russia potrebbe aver modo di recuperare il terreno perso e rientrare nella bagarre di testa. Questo perchè Zenit e Anzhi cominciano a perdere un po’ i colpi. La squadra di Spalletti viene da cinque vittorie completamente casuali, delle quali le ultime tre vinte al 90′. Il calcio spumeggiante di inizio stagione è lontanissimo, però i punti in qualche modo arrivano, come il secondo posto, agguantanto rosicchiando cinque punti all’Anzhi nelle ultime tre. Proprio la squadra di Hiddink ha cominciato a patire le fatiche di una stagione intensa, cominciata a inizio luglio. Ma il materiale per competere a questi livelli c’è, e i Daghestani resteranno in lotta fino all’ultimo. Merita una menzione positiva invece il Rubin Kazan: la sconfitta con l’Amkar poteva far sprofondare una squadra cinica ma non esaltante come quella di Berdyev: da lì invece i tartari hanno solo vinto, e sono tornati nelle zone di classifica a loro più congeniali. Bravissimi anche Terek e Kuban, belle realtà che testimoniano come il calcio russo non si limiti soltanto a Mosca, San Pietroburgo, Kazan e Makhachkala.

Infine, rimane lui, il CSKA. Con l’allenatore Slutskij che festeggia strafogandosi in un McDonald, bisogna dire che l’eliminazione prematura e clamorosa in Europa League contro gli svedesi dell’AIK Solna ha favorito e non poco il super campionato degli Armeytsy. Tra sette giorni però c’è la sfida al Petrovskij contro lo Zenit: uno spettacolo incredibile, uno scontro decisivo soprattutto per i padroni di casa.

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it