L’antenato dello scudetto di cartone

Lo scandalo di calciopoli durante l’estate del 2006 con i titoli revocati alla Juventus e assegnati all’Inter, ha generato, oltre ad una marea di polemiche e un susseguirsi di dibattimenti giudiziari, anche un neologismo dialettico con la coniazione della definizione “scudetto di cartone”. Così è stato ribattezzato il titolo consegnato all’Inter per il campionato 2005-06. A spulciare gli annali però, lo “scudetto di cartone” ha un antenato meno illustre ma altrettanto curioso.

Correva la stagione 1909-10 ai primordi dei campionati di calcio della FIGC tanto che in contemporanea si svolgevano due tornei, uno con gli stranieri ed uno senza.

Solo uno era però quello riconosciuto a livello federale come campionato italiano, sebbene, a leggere il nome delle squadre, ci si accorge che era un discorso che comprendeva sole tre regioni: Liguria, Piemonte e Lombardia. Il campionato comprendeva  9 squadre che rispondevano al nome di Andrea Doria, Ausonia, Genoa, Inter, Juventus, Milan, US Milanese, Pro Vercelli, Torino.

Al termine delle sedici giornate di campionato con dodici vittorie, un pareggio e tre sconfitte a testa, l’Inter e La Pro Vercelli chiusero il torneo a pari punti, ovvero 25. Per decidere la vincitrice del titolo bisognava fare lo spareggio. La gara scudetto venne fissata per il 24 aprile 1910; la stessa data però prevedeva in programma anche l’amichevole della nazionale militare composta in grandissima parte dai giocatori proprio della Pro Vercelli.

La società piemontese chiese invano il rinvio della partita e per protesta mandò allora in campo una squadra di ragazzini di undici anni. In sintesi, al termine della partita l’Inter vinse 10-3 e di aggiudicò il primo scudetto della sua storia. L’antenato dello “scudetto di cartone”.

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Laureato in Filosofia, ha deciso di applicare la materia di studio alla vita, prendendola spesso con filosofia. Prestato al giornalismo per caso, la passione per il calcio ce lo tiene incollato. Vanta comunque diverse esperienze più o meno fortunate.