Celtic Park è il 12esimo uomo: il Barcellona è battuto!

A Celtic Park accade la serata memorabile. Il Celtic celebra i 125 anni di storia del Club e lo fa battendo il Barcellona 2-1, in una partita vissuta fino all’ultimo secondo, su ogni singolo pallone. Gli scozzesi devono fare a meno di ben 6 effettivi della squadra titolare, ma non conta perché l’impresa arriva comunque. Messi non basta e i biancoverdi si lanciano al secondo posto del girone, alle spalle proprio dei catalani.

CELTIC PARK EMOZIONANTE – Primo tempo stupendo a Celtic Park. Il pre-partita è da brividi: prima il “You’ll never walk alone” intonato da tutto lo stadio, poi, all’ingresso in campo delle due squadre, una coreografia pazzesca che coinvolge l’intero impianto (in fondo all’articolo le foto, ndr). Il volume vocale del pubblico è incredibile. I cartoncini colorati ricoprono ogni singolo posto e celebrano i 125 anni del Celtic, festeggiati proprio ieri. Un tripudio di bianco-verde e due enormi croci celtiche nelle due curve (niente a che fare con significati “italici”, ovviamente; la croce celtica originale, con il braccio verticale più lungo, è il simbolo derivante dall’omonima cultura e adottato dal cristianesimo di quelle zone, successivamente, ndr).

ALL’IMPROVVISO WANYAMA – Il Barça vuole fare la partita, com’è sua abitudine. Gli scozzesi iniziano però a gran ritmo, pressando ovunque e spezzando molto spesso le trame di passaggio catalane. I primi 20 minuti sono piuttosto equilibrati, il Celtic riesce a sfruttare bene le fasce in ripartenza e l’incontro è combattuto. Al 21′  il lampo: corner dalla sinistra e stacco perentorio di Wanyama a centro area. Celtic Park esplode, Valdés è battuto, il Celtic è in vantaggio!

Il Barcellona prova a rispondere, la manovra assume qualità e, fisiologicamente, i padroni di casa abbassano il loro baricentro, concedendo ai catalani molto spazio per organizzare le azioni. Non è esattamente un Barça arrembante e i difensori biancoverdi sono concentrati su tutti i palloni. Gli ospiti creano comunque un paio di situazioni importanti: prima Messi scheggia la traversa (palla deviata un minimo da Forster) con un tiro dall’interno dell’area, poi Sánchez stacca bene nei pressi dell’area piccola, su un cross dalla destra, e il suo colpo di testa, seppur piuttosto lento, va ad appoggiarsi al palo, con Forster fermo a guardare.

Sembra una buona fase per i catalani, ma il Celtic è molto ordinato e c’è tempo solo più per un cross basso in mezzo, dove Forster, con la manona, riesce ad anticipare Messi in extremis. Si va al riposo, Celtic in vantaggio e atmosfera elettrizzante, ma ci sono altri 45 minuti in arrivo e si prevedono barricate.

FORSTER SIGILLA, WATT PER L’IMPRESA – La ripresa sembra ricominciare secondo lo stesso schema del primo tempo, il Barça tiene palla e tenta le tipiche imbucate ma non trova particolari spazi. Improvvisamente il Celtic alza il ritmo del pressing e il baricentro di squadra. Bastano un paio di palloni recuperati e subito si materializzano azioni offensive interessanti, cosicché la partita si apre completamente. Entrambe le squadre ora recuperano palla e ripartono, il match è entusiasmante. Giro di sostituzioni, intanto: Vilanova addirittura ne fa tre nel giro di 2 minuti. Nel mentre Messi triangola dentro l’area e calcia a botta sicura, ma Forster salva in estensione a mano aperta. Parata clamorosa che dà ancora più carica ai suoi.

Inizia anche a piovere con intensità, l’atmosfera è carica di tensione e adrenalina, lo scenario è perfetto.

Il Barça prosegue con “manovra+imbucata”, ma non riesce a concretizzare e tenta anche alcune conclusioni da fuori, comunque poco pericolose. Così come nel primo tempo, anche nel secondo tempo arriva il fulmine a ciel sereno: Forster rinvia lungo, Xavi calcola male il rimbalzo e liscia completamente il pallone. L’errore del capitano blaugrana di fatto, apre la corsa di Tony Watt in campo aperto. Il 20enne biancoverde scatta, entra in area e fulmina Valdés con un diagonale perfetto. 2-0, delirio scozzese sugli spalti.

Lo stadio è una polveriera, l’arbitro concede 3 minuti di recupero ma probabilmente nessuno se ne accorge. Il Barcellona tenta di buttarsi in avanti e Messi trova il gol che dimezza il risultato, ribattendo a rete dopo una respinta di Forster su tiro di Fàbregas. Ma non c’è più tempo, il Celtic trionfa, il Barcellona è battuto. L’applicazione e l’umiltà hanno la meglio sulla tecnica estrema e ridondante. Il Barça non perde comunque quasi nulla (se non la partita singola), il cammino nel girone resta intatto. Il Celtic, invece, conquista una vittoria che sa di impresa storica, celebra i 125 anni della società e dà il segnale che nel calcio è ancora possibile battere i più forti.

CELTIC-BARCELLONA 2-1 (1-0)

Celtic (4-4-2): Forster, Matthews, Ambrose, Wilson, Mulgrew, Lustig (71′ Watt), Commons, Ledley, Wanyama, Miku, Samaras (79′ Kayal). A disp.: Zaluska, Fraser, McCourt, Herron, McGeouch. All.: Lennon.
Barcellona (3-4-3): Valdés, Dani Alves, Mascherano, Bartra (70′ Piqué), Jordi Alba, Xavi, Iniesta, Song (70′ Fàbregas), Sánchez (67′ Villa), Messi, Pedro. A disp.: Pinto, Montoya, Dos Santos, Tello. All.: Vilanova.
Arbitro: Kuipers (Olanda)
Marcatori: 21′ Wanyama (C), 83′ Watt (C), 90′ Messi (B)
Note: Ammoniti: Song, Jordi Alba (B), Miku (C); Espulsi: –

 

Ecco le foto della stupenda coreografia di Celtic Park:

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Torinese, classe 1983. Da piccolo voleva vedere Wembley e il Maracanã, gli manca ancora il secondo. Toro e Arsenal nel cuore, sta fra un tackle di Gilberto Silva e Tony Adams che chiama il fuorigioco.