Assemblea Panathinaikos: i traguardi raggiunti, Ferreira e l’ok per lo stadio

“I tifosi sono davvero la forza in più di quella squadra!”. Frase sentita mille volte (anche a sproposito), mai vera come in questo caso. Sono passati mesi da quel 18 luglio, in cui la Panathinaiki Symmakia acquistò il 54% delle azioni del Panathinaikos, facendolo così amministrare dai suoi tifosi. Da allora, il progetto di salvataggio della prestigosa associazione sportiva è avanzato costantemente e un comunicato ufficiale dei vertici della società celebra questi traguardi, pubblicando i principali dati finanziari.

I SUCCESSI DELL’ALLEANZA. “Nel mese di marzo 2012”, esordisce il comunicato, “il Panathinaikos ha affrontato la più grande crisi della sua storia. Il grande dispendio del club, unito alla mancanza di risorse e il capitale sociale scoperto, hanno portato al default. I disaccordi riguardo alla politica economica da intraprendere hanno fatto rischiare alla squadra l’eliminazione dalle competizioni europee e avrebbero potuto comportare il fallimento e la conseguente relegazione in Delta Ethniki. L’Alleanza ha invertito il corso di marcia e, in poche settimane, ha ottenuto i permessi necessari sia greci che europei, facendo passare il più grande club del paese nelle mani degli appassionati”. Il comunicato prosegue con cifre e contro-cifre che si possono riassumere così: 8.427 membri dell’Alleanza; 1,1 milioni di euro di capitale ricavato dalla vendita delle azioni e tramite donazioni all’associazione di sostegno diretto, al fine di affrontare i bisogni finanziari immediati ed evitare conseguenze catastrofiche; circa mezzo milione di euro investito nelle spese che le varie operazioni hanno richiesto; infine, 1,9 milioni di euro rappresenta l’aumento di capitale totale. La Symmakia, inoltre, fa sapere che le proprie spese di mantenimento saranno abbattute e che la percentuale del pacchetto azionario che essa detiene è passato dal 54% al 58%.

JESUALDO FERREIRA RESTA, OK PER LO STADIO. Alla riunione di oggi hanno preso parte i principali membri della società, ma non risultava presente il presidente Alafouzos. Riguardo alla gestione tecnica, i consiglieri hanno tutti espresso la loro opinione. In particolare Antoniadis, Domazos e Polimis hanno criticato la gestione e l’immagine che Jesualdo Ferreira propone: “Crede di conoscere il calcio meglio di noi? Venga qui a spiegarci la situazione, a dire quello che pensa! Non può fare tutto da solo, permetta agli altri di aiutarlo! Chi abbiamo come allenatore, il Papa?”. Christos Panagopoulos ha poi chiarito che Ferreira ha la fiducia delle alte cariche (come già aveva detto Konstantinou) e, soprattutto, del presidente, per poi aggiungere che tutti i membri hanno deciso di ritornare allo stadio Apostolos Nikolaidis (questione di cui ci siamo già occupati): “Ci torneremo a gennaio. I costi ammonteranno a diverse centinaia di migliaia di euro, che speriamo di trovare subito. Inizieremo subito con i lavori di ricostruzione del prato”.

 

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Pavese classe '91, laureato in scienze politiche, per lui lo sport è uno specchio su cui si riflette la storia di un popolo. Stregato dal calcio inglese e greco, ama la politica, l'heavy metal e il whiskey. Email: fpiacentini@mondosportivo.it