Top e flop della 10a giornata di Serie A

I migliori e i peggiori della 10a giornata di Serie A. Un super Pogba alimenta la fuga della Juve in vista del big match con l’Inter, che ritrova Guarin.

 

TOP

Paul Pogba: la sua testa d’oro (non solo per la doppia riga disegnata lateralmente) vale due punti in più per la Juve, che tiene a distanza di sicurezza l’Inter in vista dello scontro diretto (adesso possiamo dirlo) di sabato. Il gol del 2-1 segnato al Bologna in pieno recupero è la ciliegina sulla torta di un’altra prestazione da big, condita anche da un clamoroso palo colpito nel primo tempo. E’ già l’uomo provvidenza. Ferguson si starà mangiando le mani.

Fredy Guarin: riecco il vero Guarin ammirato nelle prime uscite agostane e poi improvvisamente sparito con l’arrivo dell’autunno. Stramaccioni aveva ragione a non preoccuparsi eccessivamente e in un certo senso ha chiamato la sua rinascita alla vigilia di Inter-Sampdoria. Foza fisica, freschezza e pure un gol bello e importante, che spegne definitivamente le velleità dei liguri.

Nenè: con la doppietta nei primi 26 minuti spiana la strada al quarto successo consecutivo del Cagliari. Molto bello il raddoppio su punizione. In questo momento funziona tutto a meraviglia per i sardi, che finalmente hanno ritrovato anche i gol dell’attaccante brasiliano.

 

FLOP

Renan Garcia: nei 17 minuti in cui è rimasto in campo ha fatto in tempo a regalare a Milito il pallone da cui è nato il 2-1 dell’Inter. Ferrara, infuriato, l’ha sostituito dopo averlo mandato in campo a inizio ripresa. Se non è una bocciatura questa…

Marco Amelia: coperto da Mexes, non si butta nemmeno sulla conclusione vincente di Brienza che sembrava significare il tracollo del Milan, poi rientrato miracolosamente in partita grazie ai cambi azzeccati di Allegri. Il problema è che in questo è recidivo, perché aveva fatto la stessa cosa sul tiro da fuori di Candreva contro la Lazio. Come se avesse paura…

Dodò: premessa, giocare in un acquitrino come quello del Tardini non è facile per nessuno. Dei 22 in campo, il giovane terzino brasiliano sembra quello più a disagio. Tra lisci, palloni regalati e marcature saltate, offre una prestazione al limite dell’imbarazzante. Ha l’attenuante di essere appena rientrato da un infortunio. Da rivedere, magari in un contesto più ‘morbido’.

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Nato a Sesto San Giovanni (MI) il 12 agosto 1979, è laureato in Scienze Politiche. Collaboratore di Sportitalia, in passato ha collaborato con siti e giornali sportivi ed è stato il responsabile della sezione calcio del sito di Eurosport.