Abete: “Riformeremo la giustizia sportiva”. E su calciopoli…

La riforma della giustizia sportiva si farà“, è quanto rivela Giancarlo Abete in un’intervista rilasciata a “Tuttosport“. Il presidente della FIGC punta, prima di tutto, a parlare degli aspetti che hanno caratterizzato, e che caratterizzeranno i processi simili a quelli di scommessopoli: Gli eventi collegati alle scommesse sportive e agli effetti che queste hanno determinato e stanno determinando per società e tesserati, richiedono una riflessione a bocce ferme e una rivisitazione di alcune norme e di alcune prassi che nel tempo si sono consolidate“.

Sul diritto di difesa, puntualizza: “Il cosiddetto confronto tra accusati e pentiti è già all’interno delle titolarità degli organi di Giustizia. Personalmente ritengo che sia un argomento che dovrà essere oggetto di attenta riflessione perché è importante dare forza ai diritti della difesa”. Poi, un altro aspetto di rilevante importanza, riguarda la riduzione dei gradi di giudizio: “Sono favorevole alla riduzione a 2 dei gradi di giudizio perché ciò consentirebbe fisiologicamente un maggior approfondimento. Occorre privilegiare la dimensione dell’approfondimento e del confronto senza correre il rischio che la previsione di più gradi di giudizio vincoli le tempistiche e non realizzi l’obiettivo primario che è quello di analizzare in modo organico le fattispecie oggetto di deferimento”.

Non può mancare, infine, una considerazione sul caso Conte e sul modus operandi adottato nella fattispecie: “Sia la difesa sia l’accusa hanno portato nei vari gradi di giudizio elementi non noti a chi aveva assunto precedenti decisioni . Ciò è avvenuto in sede di Corte di Giustizia Federale; ciò è avvenuto in sede di Tnas. Stiamo comunque parlando di un peso ponderato diverso relativo ad una sanzione, inizialmente oggetto di un’ipotesi di patteggiamento e poi oggetto di un arbitrato conclusivo. È sempre opportuno che più organi di giustizia si pronuncino su tematiche così importanti che hanno riguardato e stanno riguardando decine di tesserati e decine di società”.

Conclude la sua intervista parlando di calciopoli, argomento che ancora fa male al calcio italiano: “Il clima generale del calcio italiano rimane eccessivamente stressato e naturalmente la ferita di Calciopoli non si rimargina né si rimarginerà in poco tempo. Si possono mantenere posizioni diverse, ma occorre che si abbia tutti la capacità di guardare verso il futuro per mantenere passione, competitività e sviluppo al nostro sistema calcio

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Nato a Gaeta nel 1988. Appassionato di (grande) calcio, ma anche di molti altri sport. Dopo aver calpestato svariati campi di terra ed erba, ha deciso di tentare la sua prima avventura in una redazione.