Top e flop della 9a giornata di Serie A

I migliori e i peggiori della nona giornata di Serie A. Compleanno speciale per El Shaarawy, sempre più trascinatore del Milan che rivede finalmente la luce. Ennesima giornata nera per la classe arbitrale, con lo scempio di Catania a fare da triste copertina.

TOP

Stephan El Shaarawy: un compleanno più bello non poteva festeggiarlo il faraoncino che continua a fare passi da gigante. In un colpo solo riporta alla vittoria il Milan, salva la panchina di Allegri e… si guadagna il viaggio natalizio che gli pagherà Ambrosini per i sette gol segnati. Gol vittoria e prestazione monstre perché torna anche a difenderlo, il vantaggio. Tanti auguri piccolo grande Faraone, anche se in ritardo.

Andrea Ranocchia: completamente rigenerato dalla cura Stramaccioni, dopo essersi ripreso la maglia da titolare dell’Inter e la Nazionale trova anche il primo gol in campionato, che solo la sfortuna gli aveva negato una settimana fa. E’ in un grande stato di forma e gli sta riuscendo tutto bene.

Antonio Di Natale: altra impresa stile Anfield per l’Udinese e a scriverla non può che essere il suo immenso capitano, che punisce con una doppietta la sempre più folle Roma di Zeman. Dopo aver spettacolarizzato un tap-in all’apparenza comodo, trasforma il rigore del sorpasso nientemeno che con il cucchiaio. A casa Totti. E a un portiere olandese. Roba da violazione del copyright.

 

FLOP

Luca Maggiani: in una giornata decisamente infelice per l’intera classe arbitrale, con errori vari sparsi sui vari campi di A, la maglia nera spetta senza dubbio all’assistente di Gervasoni in Catania-Juventus. L’‘overrule’ sul gol buonissimo di Bergessio è qualcosa di inspiegabile e senza precedenti. Più tollerabile il leggero fuorigioco non notato di Bendtner sul gol di Vidal. Resta il fatto che questo doppio errore ha alterato irreparabilmente l’esito di una partita che si prometteva avvincente ed equilibrata. E alimentato, di conseguenza, un mare di polemiche.

Hernanes: quella di Firenze è la peggior prestazione stagionale e in assoluto una delle meno brillanti con la maglia della Lazio per il brasiliano. Stavolta la lampadina non si accende, anzi si fulmina quando decide di abbattere lo straripante Cuadrado e lascia la Lazio in nove.

Zé Eduardo: perché, ha giocato anche lui? Qualcuno se n’è accorto?

 

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Nato a Sesto San Giovanni (MI) il 12 agosto 1979, è laureato in Scienze Politiche. Collaboratore di Sportitalia, in passato ha collaborato con siti e giornali sportivi ed è stato il responsabile della sezione calcio del sito di Eurosport.