World Series 2012: San Francisco vince anche Gara 2 e mette Detroit con le spalle al muro

Servito l’antipasto con Gara 1, 24 ore dopo è andata in scena sempre all’AT&T Park la seconda sfida valida per le World Series tra San Francisco Giants e i Detroit Tigers.

Rispetto alla partita inaugurale, dove Pablo Sandoval aveva messo in croce la difesa dei Tigers fin dalle prime battute a suon di Home Run, Gara 2 ha visto il dominio degli starting pitchers Madison Bumgarner (Giants) e Doug Fister (Tigers) e il tutto si è deciso tra il settimo e ottavo inning con la presenza dei rilievi sul monte.

Game Recap

Nel secondo inning i Tigers si rivelano subito aggressivi, come volevano i pronostici, ma la corsa di Prince Fielder dalla prima base al piatto dopo il doppio di Delmon Young non riceve l’esito sperato in quanto il catcher dei Giants Buster Posey poggia il guantone sulla gamba del 1b a un passo dal punto.

San Francisco risponde nello stesso inning con i singoli dello stesso Posey e dell’esterno sinistro Gregor Blanco; Fister sembra accusare il colpo e concede un walk allo short stopper a Brendon Crawford. Basi piene e 2 out: per fortuna viene in aiuto il pitcher Bumgarner che sul piatto regala un popout e sancisce la fine dell’inning.

Si va al quarto e Omar Infante, il seconda base dei Tigers, mette a referto un singolo ma verrà poi eliminato mentre tenterà di rubare la base davanti agli occhi del pitcher rivale; in questo caso chiamata dubbia del giudice di base ma fatto sta che Detroit fa sempre un passo avanti e tre indietro…

Per vedere sbloccarsi il punteggio bisogna attendere il settimo inning, quando Fister dopo oltre 110 lanci termina la sua partita con quattro valide concesse e tre strikeouts. Prima di uscire cede una valida all’esterno centrale Hunter Pence e lascia posto al giovanissimo Drew Smyly, di regola starting pitcher ma reinventato rilievo nella postseason.

Il ‘ragazzino’ forse si fa tradire dall’emozione e davanti a un intero pubblico avversario concede una base a Brendon Belt; poi un bunt di Gregor Blanco assume un rimbalzo strano e resta in campo a fil di linea. Infield interamente occupato dai Giants e con 0 out! Il coach dei Tigers Jim Leyland pensa di giocarsi il double play che comunque non basterebbe ad evitare il punto… ma decide comunque di farlo e la franchigia di San Francisco festeggia il primo punto con Pence arrivato in casa base su eliminazione in DP di Crawford.

Detroit sprofonda nello sconforto, manco fosse distante di sei punti come ieri. Octavio Dotel nonostante la sua grande esperienza non fa meglio di Smyly e subisce il punto del 2-0 dalla mazza del solito Pence con un sacrifice fly che spedisce Pagan in casa base.

A differenza delle tigri del Michigan, i giganti della Bay Area possono contare su un pack di rilievi all’avanguardia e non falliscono con i lanci infallibili di Santiago Casilla e Sergio Romo, i quali difendono il 2-0 sia di Gara 1 che della serie. Per la cronaca la vittoria tra i pitcher è andata a Bumgarner su Fister, ma ciò non oscura la grande performance shot-out offerta da quest’ultimo.

Ora si vola a Detroit, dove i Tigers avranno la possibilità di giocarsi tre gare nel feudo del Comerica Park per cercare di restare aggrappati a un sogno che sta diventando sempre più un incubo.

DATI PITCHERS

M.Bumgarner Winning Pitcher 1-0 7.0 IP 2 H 0 R 0 ER 2 BB 8 K

D.Fister Losing Pitcher 0-1 6.0 IP 4 H 1 R 1 ER 1 BB 3 K

MIGLIORI IN CAMPO

San Francisco – Bumgarner: a dir poco impressionante, concede solo due valide entro i primi 4 innings e lascia a secco le tigri di Detroit per sette innings. I rilievi Casilla e Romo hanno avuto vita facile con i giochi già fatti.

Detroit – Prince Fielder: Scontato Fister, il ‘Principe’ ha provato a sbloccare il risultato con una corsa alla Bolt (nonostante pesi il triplo del jamaicano) nel secondo inning ma non gli è andata bene, anche per colpa dell’assistente Lamont che non gli ha consigliato di fermarsi in terza base. Ha lavorato molto bene in difesa bloccando delle palle impegnative e ha supportato nel miglior modo possibile gli sforzi di Fister, vanificati poi da Smyly e Dotel.

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Nato il 2 agosto 1989 a Gaeta, segue il motorsport in prima linea dal 2008 e, dopo diverse esperienze da capo-redattore, dà vita nel 2011 a MotorInside. È anche un grande amante degli sport USA.