Jesualdo Ferreira: “Abbiamo motivazioni, Lazio squadra forte”

Jesualdo Ferreira ha parlato dello scontro di domani con la Lazio (ore 19:00), dando spazio anche a qualche dietrologia e buoni propositi per il futuro. Il portoghese vuole portare a casa un risultato favorevole e parla apertamente di vittoria, anche se ha sottolineato più volte la carenza di bel gioco da parte della propria squadra.

La storia insegna. “Per ogni squadra, c’è grande differenza tra ciò che accade in campionato e ciò che accade in coppa: primo, poiché scendono in campo diversi incentivi e motivazioni; secondo, per il tipo di gioco che si decide di esercitare. La partita tra United e Braga insegna”. Non tarpa le ali a nessun tifoso, l’allenatore dei trifogli, ma, dopo una divagazione storica, torna con i piedi per terra: “Se ci pensiamo, le squadre dei paesi piccoli hanno il potenziale per fare bene: basti pensare all’Ajax o al Porto, che conosco bene, essendoci stato per quattro anni. Il Panathinaikos ha avuto il suo momento di massimo splendore europeo nel 1971, quando giocò la finale di Champions ed è naturale che i tifosi vogliano vedere una squadra solida sia in campionato che in coppa. Ma le cose stanno cambiando, senza stabilità economica è difficile rimanere in alto e il dolore in me è grande quando vedo che il “Pana” non è più quello di prima. Noi però continuiamo a lavorare sodo, i nostri giocatori stanno guadagnando esperienza e fiducia e i risultati non possono che migliorare”.

La forza della Lazio e i problemi in difesa. La Lazio viene da una vittoria contro il Milan che l’ha vista giocare un bel calcio, così come il Tottenham arrivava dalla vittoria contro il Manchester United. “Se c’è un quadro simile tra le due partite? Penso che la Lazio sia una squadra diversa, ma che sarà comunque una sfida molto difficile per noi”. Sulla difesa, che vede fuori Boumsong, Vyntra e Triantafyllopoulos, il portoghese afferma: “Stiamo lavorando sulla difesa, come facciamo durante ogni settimana, ma non c’è da disperare: Velazquez e Pinto sono pedine importanti, che hanno già giocato contro il Malaga. Domani, inoltre, faremo esordire un giovane. Ci vorrà tempo per creare una nuova squadra forte che duri nelle stagioni avvenire, ma anche per il Barcellona ce ne è voluto!”.

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Pavese classe '91, laureato in scienze politiche, per lui lo sport è uno specchio su cui si riflette la storia di un popolo. Stregato dal calcio inglese e greco, ama la politica, l'heavy metal e il whiskey. Email: fpiacentini@mondosportivo.it