Cagliari: rotta a vele spiegate verso Genova

Cagliari-Genova, tratta non facile (e soprattutto lunga) da fare per mare. Fortuna che oggi le squadre viaggiano in aereo, ma in fondo la metafora regge: battute Torino e Bologna, i rossoblù navigheranno fieri verso Marassi, l’impianto dove tentare il colpaccio, o almeno tener botta. Contro Cossu e compagni, la Sampdoria. Avversario ostico, duro, neopromossa atipica, reduce dal ko di Parma, firmato da quella vecchia volpe di Amauri. Occorrerà non farsi ingannare dai tre tonfi  consecutivi, anche perché il Cagliari stesso prima di Torino stava maluccio.

Se è vero ciò che gli addetti ai lavori – soprattutto la stampa locale, più vicina alla squadra nel bene come nel male – vanno dicendo da tempo, ossia che bastava solo mettere i giocatori ognuno al proprio posto, prima o poi l’entusiasmo del “nuovo” scemerà e allora il Cagliari vuole godersi fino in fondo il cambio di rotta, questa spolverata che farà dimenticare i malumori (tanti) e le gioie (poche) dell’era Ficcadenti. La classica partitella in famiglia, lavoro infrasettimanale che in tempi di curve chiuse è il collante in più col mondo del tifo, ha visto oggi la compagine isolana affrontare la formazione Primavera, allenata da Diego Lopez fino a poche settimane fa. 3-1 il punteggio finale, in due tempi da 40′ e tanto lavoro per muovere le gambe e affinare gli schemi.

La tribuna centrale del Centro Ercole Cellino di Assemini (CA) è strapiena, dato che testimonia la voglia di Cagliari che c’è nei dintorni. In vantaggio il Cagliari “senior” con l’ex juventino Ekdal, prontamente servito da Pisano dopo un affondo laterale. Detto che Cossu e Agazzi – il primo per riprendersi pian piano dall’infortunio, il secondo per allenarsi meglio – hanno giocato con la Primavera -quest’ultima impatta con Cepelini, abile a dribblare Avramov dopo lo scambio col numero 7, insaccando. Il gol del ragazzo di Montevideo, cresciuto nel vivaio del Bella Vista e mai sinora realmente esploso, fa da preludio a una ripresa vissuta con l’ingresso di tutti gli altri effettivi a disposizione. Segnerà il solito Ibarbo, aiutato da un Larrivey che al solito distrugge e crea: prima l’argentino sbaglia il rigore (prodezza del giovane Anedda), poi segna di piatto su assist di Nainggolan, per il 3-1 finale.

Poco contava il risultato, si sa.  Detto del bagno di folla (l’apertura solo parziale, qualunque sia il motivo, danneggia i tifosi in primis, cui evidentemente la pay-tv non basta), Lopez e Pulga cercavano soprattutto di coltivare la tranquillità del gruppo, la fiducia nei proprio mezzi, la voglia di fare e lavorare per il bene del club: dopo il doppio colpo con Toro e Bologna, iniziare a reinserire Cossu e Pinilla nel motore non potrà che giovare.

Restando ai giovani e alla Primavera, buone nuove sono giunte da oltremanica: ieri sera, nel test amichevole contro i pari età dell’Inghilterra, il rossoblù Dario Del Fabro ha giocato 89′ per l’Italia Under 18 del ct Evani.

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Sardo classe 1987, ama il rugby, il calcio e i supplementari punto a punto. Già redattore di Isolabasket.it e della rivista cagliaritana Vulcano, si è laureato in Lettere con una tesi su Woody Allen. Email: mportoghese@mondosportivo.it