Cronache dalla Russia: alla scoperta della FNL (2° parte)

Riprende il nostro intricato ma divertente viaggio nel calcio secondario (sarebbe quasi offensivo definirlo minore) nella grande madre Russia. Nella prima puntata avevamo analizzato alcune squadre, in mero ordine alfabetico; oggi sarà la volta di altre compagini, alcune delle più quotate del lotto: alziamo l’asticella della qualità calcistica, oltre che delle storie che queste società ci possono fornire.

ROTOR VOLGOGRAD

Piazza calcistica importantissima, per la storia del suo club e non solo. Quando si chiamava ancora Stalingrado la città assistette a una delle battaglie più eroiche durante la dittatura del georgiano Iossif Vissarionovich Dzugashvili, meglio conosciuto col soprannome di Stalin, termine che derive dal russo “Stal'”, ovvero acciaio. Avvenimento storico che tutt’ora rimane nel mito ed è per molti fonte di grande orgoglio per la storia russa.

Purtroppo però  a Volgograd è da un po’ che non arrivano le big. I nomi sono quello che sono, ma la classifica sorride, con un settimo posto che fa intravedere la zona play off. Molto meglio di due anni fa, quando il Rotor non era nemmeno in FNL…

SALYUT BELGOROD

Mai presente in Premier Liga, il Salyut ha ottenuto nel 2009 il suo risultato migliore: settimo in quella che si chiama allora Prima Divisione. In coppa di Russia sconfitta in rimonta contro lo Spartak Mosca.

Non un inizio facile di campionato, dovrebbe avere le carte in regola per salvarsi, nulla di meno e nulla di più

SHINNIK YAROSLAVL

La squadra dell’anello d’oro, retrocessa dopo il torneo del 2008, quando comunque riuscì a conquistare 4 punti con lo Zenit, vincitore di tutto quell’anno. Curioso come durante l’estate sia stato chiamato Khajrulin in panchina, allenatore cacciato dopo soltanto una settimana; al suo posto è tornato Yuri Gazzaev, tutt’ora mister dei neroazzurri.

Il nome di riferimento? Eldar Nizamutdinov. Nel 2008 e nel 2009 mattatore col Khimki nel massimo torneo russo, rimane un vero cannibale d’area. Altri nomi celebri sono Katynsus e Tsygan, che vantano un passato al Tom e al Krylya.

SIBIR NOVOSIBIRSK

La squadra della capitale della Siberia, finalista in Coppa di Russia nel 2010 (persa 1-0 con lo Zenit a Rostov, decisivo Shirokov su rigore). Potè poi così qualificarsi in Europa League, estromettendo i ciprioti dell’AEL Limassol e togliendosi la soddisfazione di  battere 1-0 il PSV Eindhoven. Purtroppo quella stessa stagione fu fallimentare in campionato e, complice probabilmente una divisa abbastanza rivedibile, dovettero salutare il massimo torneo. Ci fu lo sfizio però del derby Tom-Sibir, che fece riunire tutta la Siberia calcistica, in quello che fu uno spettacolo sia in campo che fuori: è utile ricordare che molte ragazze siberiane sono grandi tifosi calcistiche, uno sport che in questa zona è molto seguito, senza raggiungere comunque i livelli dell’hockey.

La rosa ha grosse qualità: Medvedev, bandiera della squadra, è un cannoniere di razza. Igor Shevchenko invece è un calciatore fantastico, utile in più zone del reparto offensivo; ha sempre lasciato il segno ovunque egli abbia giocato, da Krasnodar a Vladivostok. Ci sono poi Astafjev, motorino sulla fascia, e in difesa gli esperti Golovatenko e Zynovjev, oltre che Kulchij. La posizione in classifica non è veritiera, ben presto il Sibir recupererà terreno.

SKA ENERGIYA KHABAROVSK

Khabarovsk è in Russia, Mosca pure. Ma non pensiate di trovare similitudini tra le due città. Khabarovsk si trova a poche centinaia di chilometri da Vladivostok, sui fiumi Ussuri e Amur, che sfociano poi nel Mar del Giappone: le attività principali sono la pesca e la caccia, e gli abitanti hanno connotati più asiatici, simili ai Mongoli e ai Cinesi. Per facilitare gli spostamenti lo SKA effettua più trasferte consecutivamente, al fine di diminuire i viaggi verso ovest. Quando c’era anche il Luch la situazione era ribaltata anche alle gare in casa: chi giungeva nell’estremo est si faceva nel giro di due giornate entrambe le trasferte.

Sfruttando il fattore casa lo SKA si è qualificato agli ottavi di coppa di Russia battendo l’Amkar: ora l’Enisey non sembra un avversario imbattibile. L’andamento in campionato per ora è ottimo, tanto da far tremare le squadre della serie superiore, che dopo anni si sono liberati in un colpo solo di trasferte non solo verso l’estremo est, ma anche in Siberia. Il giocatore più rinomato è il portiere Solosin, ex Sibir, mentre ci sono addirittura due ivoriani, Kuame e Deble.

Leggi anche:

Cronache dalla Russia: alla scoperta della FNL (1° parte)

Condividi
Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it