Laudrup e gli altri danesi d’Italia

Questa sera a Milano si giocherà ItaliaDanimarca gara valevole per la qualificazione al prossimo mondiale. Con l’occasione ripercorriamo la storia del calcio recente citando qualche giocatore danese che ha avuto successo nel nostro paese.

Il primo che ci viene in mente è Michael Laudrup, arrivato nel 1983 alla Juventus dopo essere stato eletto nell’anno precedente calciatore danese dell’anno. La Juve tuttavia lo gira in prestito alla Lazio avendo già i due stranieri consentiti all’epoca (Platini e Boniek). Per lui due stagioni alla Lazio con retrocessione nel 84-85. La Juventus quindi lo riprende, al posto di Boniek, diventa da subito titolare ed a Torino fa la storia. Segna il gol del pareggio a pochi minuti dalla fine nella Coppa Intercontinentale a Tokyo contro l’Argentinos Juniors, che permette ai bianconeri di andare ai rigori e vincere la Coppa. Nel 85-86 vince lo scudetto con la Juventus per passare poi nel 1989 al Barcellona sotto la guida di Johan Cruijff e poi al Real Madrid. Nella Liga riesce a vincere quattro campionati consecutivi dal 1991 al 1994.

Altro fenomeno danese che abbiamo apprezzato in Italia è stato Preben Elkjær Larsen, campione d’Italia nel 1984-85 con il Verona di Osvaldo Bagnoli. Grande attaccante Elkjaer che senza militare in squadre di prima fascia ha sfiorato la vittoria del pallone d’oro nel 1985 arrivando secondo dietro al solo Michel Platini e terzo nell’anno precedente.

Sull’onda del predecessore, Brian Laudrup fratello minore di Michael, arrivò in Italia nel 1992 alla Fiorentina e poi nel Milan vincendo il campionato 1993-94 con solo 9 presenze. Fece poi fortuna in Scozia nelle file del Rangers Glasgow vincendo 3 titoli. Venne nominato calciatore danese dell’anno per 4 volte (1989, 1992, 1995, 1997 ).

Nel 1993 arriva in Italia Thomas Helveg nelle file dell’Udinese per poi passare nel 1997 nel Milan voluto da Zaccheroni suo mentore a Udine. Da titolare, con Zaccheroni vince quindi il campionato sfornando un sacco di cross per il suo compagno Oliver Bierhoff. Nel Milan resta per cinque stagioni vincendo anche una Champions. Poi passa nel 2003-04 all’Inter dove non lascia tracce di rilievo.

Un buon terzino destro è stato invece Martin Jørgensen arrivato in Italia nelle file dell’Udinese nel 1997 e poi passato alla Fiorentina, la cui carriera però è stata limitata da alcuni noiosi infortuni.

Attaccante di fisico e buona tecnica è stato Jon Dahl Tomasson che nel 2002 si trasferì al Milan. La sua prima stagione in Italia (2002-2003) fu buona e vincente con la vittoria della Coppa Italia e soprattutto della Champions League, competizione in cui segnò 3 reti. L’anno successivo vinse lo scudetto e la Supercoppa europea: pur non essendo un titolare Tomasson si ritagliò spazi importanti, segnando 12 gol in campionato, decisivi per il successo finale.

Più recenti invece gli approdi di Christian Poulsen nel 2008 alla Juventus con poca gloria e poca affinità con i tifosi e Simon Kjær sempre nel 2008 a Palermo, dove da centrale difensivo si fece valere e venne venduto successivamente nel 2010 al Wolfsburg. Qui non lasciò un gran ricordo e venne quindi mandato in prestito alla Roma nel 2011 dove ha giocato 22 partite in campionato. La Roma a fine stagione non esercita il diritto di riscatto. Altro danese di recente passaggio per il nostro paese è stato Per Krøldrup arrivato nel 2001 acquistato dall’Udinese, per poi passare nell’estate del 2005 all’Everton, dove però gioca solo due partite per poi essere ceduto nel 2006 alla Fiorentina.

Attualmente nella serie A italiana militano nr 5 giocatori danesi: Nielsen (Pescara), Poulsen (Sampdoria), Sorensen (Bologna), Bendtner (Juventus) e Zohore (Fiorentina).

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Nato nel 1977, da allora si nutre di calcio: una passione che pratica e insegna a Treviso nei settori giovanili. Ama i giovani talenti e il lato romantico di questo sport.