Inter, Stramaccioni deciso: “In campo per vincere il derby”

“Se fossi Cassano o Pazzini vorrei dimostrare che la squadra che mi ha lasciato andare ha sbagliato, ma questo è normale. Cassano uomo derby? Mi basta che lo sia un nerazzurro, vorrebbe dire commentare una vittoria. Per noi il risultato sarà molto importante, anche se non credo che cambierà la nostra stagione”. Questo, in sintesi, il pensiero di Andrea Stramaccioni, in vista del derby di domani sera. “Sarà una partita completamente diversa da quella che ho vissuto la scorsa stagione – ha aggiunto il tecnico nerazzurro – Perché ora siamo un’Inter avviata, non presa in corsa come accaduto lo scorso anno. Questo è un nostro percorso iniziato il 4 luglio, quindi totalmente diverso “.

MILAN FAVORITO? – “Era una battuta – ha ammesso Stramaccioni – per rispondere a un vostro collega. Non credo si possa indicare un favorito, abbiamo cambiato tanto entrambe e questa è la classica partita da tripla, sicuramente affascinante. Io chiedo sempre ai miei ragazzi di essere sempre più squadra – ha aggiunto – So bene che all’inizio di un ciclo è difficile avere una continuità impressionante, ma è meglio la crescita nelle prestazioni che produci. Detto ciò, il risultato di domani è importante e affronteremo la partita per vincerla. Ma esasperare troppo la preparazione di questa partita può far male a una squadra di inizio ciclo. Voglio un’Inter che cresca, questo è il mio obiettivo”.

FORMAZIONE – “Come sempre, penseremo a vincere, questa sarà la nostra filosofia – ha assicurato Stramaccioni – Coutinho nell’ultima partita con la Fiorentina l’ho inserito per mettere i viola in difficoltà. Poi, in Serie A puoi anche preparare bene una partita e ti gira male. Di sicuro, cercheremo di vincere come sempre, e metterò in campo una formazione che possa farci raggiungere tale obiettivo”.

NON COME MOU – “Credo di non essere nessuno rispetto a José” è  la risposta di Stramaccioni relativo al discorso di sentirsi o meno simile all’allenatore portoghese. “Non mi sono mai paragonato a lui neanche per un secondo – ha aggiunto – sono giovane e provo a fare esperienza alla velocità della luce. L’unica cosa che ci accomuna è aver allenato l’Inter, lui ha scritto la storia ovunque. I paragoni con Mourinho non mi fanno bene, anzi, sono fuori luogo. Poi, che un giocatore posso dire che i tratti ricordano un altro tecnico è un’opinione personale. Credo sia ridicolo paragonarmi a lui da parte mia, lo dico in modo sereno”.

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Appassionato di sport – calcio, NFL e tennis su tutti. Direttore di MondoPallone.it, giornalista e telecronista di Sportitalia. Ottimista e molto (troppo) frenetico. Email: amilone@mondosportivo.it