Champions League: le pagelle di Zenit-Milan

MILAN

ABBIATI 6,5: Il portiere e capitano del Milan ha alternato grandi parate, come quelle sulla punizione di Hulk nel primo tempo e sul tiro al volo di Anyukov nel secondo tempo sugli sviluppi di un corner, ad errori grossolani, come l’uscita a vuoto che ha permesso il momentaneo pareggio russo. Oltre la sufficienza, comunque, perché risultato determinante per la vittoria rossonera.

ABATE 6: Non ha mai superato Criscito quando ha affondato e ha messo in mezzo un solo cross buono, poi sprecato da Boateng. In difesa ha sofferto un po’ le incursioni di Bystrov, ma tutto sommato se la cava. In crescendo.

BONERA 6,5: Il migliore della difesa rossonera. Mette ordine quando c’è da metterlo, spazza quando c’è da sbrogliare. Un po’ in sofferenza negli ultimi 10 minuti ma non ha fatto toccare palla a Kerzhakov per tutta la partita.

ZAPATA 5: In perenne affanno. Si perde Hulk al 46′ nell’occasione del primo gol. Arruffone e mai sicuro. Ha fisico ma poca padronanza tecnica. Il problema è che non lo sa.

ANTONINI 5,5: De Sciglio, appena si riprenderà dal piccolo infortunio alla caviglia, non avrà problemi a riprendersi il suo posto da titolare. Hulk lo fa ammattire, non ne prende una e in fase offensiva non fa un cross dal fondo che sia uno. Ha un piede solo, il destro, ed è quello sbagliato, giocando a sinistra.

DE JONG 6: Utilissimo da frangiflutti davanti alla difesa, molto meno in fase di impostazione. Ferma parecchie ripartenze dello Zenit, ne spreca altrettante del Milan o sbagliando il passaggio o rallentando l’azione. Ha bisogno di un regista di fianco, visto che lui non lo è.

MONTOLIVO 6: Sufficienza di incoraggiamento. Ha il merito di mettere in area la palla del 3 a 2 e di dare un po’ di ordine al centrocampo rossonero, specie nei primi 25 minuti. Non è un regista ma nemmeno come mezzala sta eccellendo. Può far di più.

EMANUELSON 6: La sufficienza è l’esatta media tra i primi 20 minuti da 7 e il resto della partita da 5. Trova il gol su una punizione fortunosa, ma quando ha affondato ha saltato sempre l’uomo creando pericoli nella difesa russa. Il problema è che l’ha fatto per metà tempo. Incostante.
Dal 64′ NOCERINO 6: Entra quando il centrocampo del Milan è in affanno e riesce a dare una mano con la sua corsa. Non è ancora il Nocerino della stagione scorsa, ma è apparso in miglioramento rispetto alle prime uscite stagionali.

BOATENG 4,5: Dove sia finito l’incursore che spaccava in due le difese avversarie non è dato saperlo. Abulico, cerca sempre la giocata di fino e il dialogo di prima con i compagni, quasi mai riuscendoci. Elemento fondamentale per l’undici di Allegri, è il primo giocatore da dover recuperare, soprattutto sul piano psicologico.
Dall’80′ YEPES 6: Entra per aiutare i compagni sulle palle alte e difendere la vittoria con i denti. Fa in tempo a far sentire i tacchetti sulle caviglie di Hulk e a prendersi un giallo. Utile.

EL SHAARAWY 7: Uomo cardine di questo Milan. Se gira lui, gira anche la squadra. Il gol del 2 a 0 è una sua invenzione, una prelibatezza per gli occhi. Poco servito per quasi tutto il secondo tempo, aiuta Antonini con continui raddoppi in fase difensiva. Piccolo faraone? No, piccolo Top Player.

BOJAN 6: La sua partita ha avuto, più o meno, lo stesso percorso di Emanuelson. Parte benissimo interpretando il ruolo da prima punta di movimento alla perfezione e dialogando bene con El Shaarawy, poi si perde e non si ritrova più. Ci si può puntare.
Dal 52′ PAZZINI 6,5: Entrato appena subito il pareggio, il suo compito era quello di far salire la squadra per provare a fare il colpaccio. Ci riesce, a tratti, procurandosi qualche punizione utile a far rifiatare la squadra. Induce all’errore Hubocan in occasione del gol della vittoria, provando a toccare il pallone, poi messo in rete dal difensore. Voglioso.

ZENIT:

MALAFEEV 5,5: Incolpevole sull’autorete e mezza e sul gol di El Shaarawy, però è apparso, nell’arco della partita, non del tutto sicuro, come quando stava per buttare in porta un tiro innoquo di Boateng.

ANYUKOV 6,5: Bel terzino, quello russo. Perde un paio di volte El Shaarawy, ma quando spinge fa male. Antonini lo soffre per tutta la partita, mette in difficoltà Abbiati con un gran tiro al volo, che però viene deviato in angolo.

HUBOCAN 5: Lui e Lombaerts vivono i primi 20 minuti come se fosse un incubo, non la vedono mai. Ha vita facile quando il Milan inizia a giocare palla lunga su Bojan, inizia a soffrire di nuovo con l’ingresso di Pazzini. Sfortunato e maldestro in occasione dell’autorete decisiva. Rivedibile.

LOMBAERTS 5: Come sopra, con la differenza che si fa saltare secco da El Shaarawy in occasione del secondo gol. Sicuro solo quando il Milan non attacca. Non una cosa positivissima per una difensore.
Dal 89′ BUKHAROV SV.

CRISCITO 5,5: Anche lui, come i suoi compagni di difesa, in difficoltà nel primo tempo, sale di tono nella ripresa. Spinge tanto ma è poco preciso nel servire le punte con i cross. Il gol della sconfitta arriva dalla sua zona. Ha avuto serate migliori.

FAYZULIN 5,5: Non una serata perfetta, quella del centrocampista dello Zenit. Riesce addirittura a farsi saltare da Boateng (il Boateng di questa sera) in un paio di occasioni. Rimedia anche un giallo. Punto debole della mediana.
Dal 79′ KANUNNIKOV SV.

SHIROKOV 7: Sostanza e qualità. Che centrocampista, signori. Il migliore della mediana, dimostra di avere facilità di corsa e mente sempre lucida. Suo il gol di testa del momentaneo 2 a 2.

WITSEL 6,5: Fa più danni quando si sposta dalla parte di Antonini, lasciando il corridoio centrale. Bisogna ancora capire dove arrivino i suoi meriti e dove i demeriti del terzino rossonero. Buona tecnica, non proposta però con estrema costanza.

BYSTROV 6: Quando punta Abate riesce a metterlo in difficoltà, il problema è che lo fa poche volte. Una sorta di “potrei ma non voglio”, tant’è vero che ad un certo punto Spalletti lo sostituisce. Comunque giocatore interessante.
Dal 71’ZYRYANOV 5,5: Entra quando la spinta dello Zenit è al minimo e non riesce ad entrare in partita dopo lo svantaggio. Fa davvero poco per essere ricordato.

KERZHAKOV 5: Bonera non gli fa toccare un pallone. Bonera. Già questo dovrebbe far capire la partita del forte attaccante russo, in difficoltà per tutti i 90 minuti della gara. Non riesce a supportare Hulk, costretto a fare tutto da solo. Inconcludente.

HULK 7: Il migliore dei suoi. Sempre pericoloso grazie alla sua grande fisicità e a un sinistro alla dinamite. Segna il gol dell’1 a 2 e batte il calcio d’angolo che propizia il pareggio. Solo un grande Abbiati gli nega la gioia del gol su punizione. Trascinatore.

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Twitter addicted, vive di calcio. In campo è convinto di essere Pirlo, ma in realtà è un Carrozzieri qualunque. Per lui il trequartista è una questione di principio. Email: fmariani@mondosportivo.it