Questione di stile

Già, proprio come suggerisce il titolo: questione di stile. Ma quale? Il tanto decantato “stile Juventus?” Oppure quello molto più diretto e riservato zemaniano? Forse, tutti e due. Dunque, “questione di stili”. Diversi, e contrastanti, ma che nei giorni antecedenti “il” match hanno reso l’atmosfera ben carica, e il clima attorno allo Juventus Stadium piuttosto elettrico.

Il perché è inutile spiegarlo: Zeman torna a essere nemico della Vecchia Signora anche sul campo, dopo che per anni lo è stato nei discorsi, nelle parole, nelle intenzioni. Il boemo è risalito a galla, meritatamente, e per fortuna, dopo anni a girovagare tra serie B e Lega Pro. Meritatamente perché il campo ha parlato per lui: ha dimostrato che la sua qualità era sprecata per le categorie in cui era, incredibilmente, sprofondato; per fortuna, dunque, perché uno come lui, con il suo modo di fare e vivere il calcio, con le sue conoscenze, i suoi stili di allenamento, il suo fare pacato ma tenace, il suo sguardo freddo ma eloquente e, perché no, la sua onestà, è solo e soltanto un bene da avere come protagonista dei nostri weekend. E chissà che non sarà lui il protagonista anche della notte torinese, in questo sabato sera in cui aumenta la classica febbre; chissà se lui, col suo “stile Zeman” che mette a volte d’accordo, a volte in disaccordo, non riuscirà a fare uno sgambetto a quella Juventus che in campionato non inciampa da un 15 maggio piuttosto lontano, stagione 2010/2011, penultima di campionato, stadio Tardini di Parma. L’autore del gol decisivo? Sebastian Giovinco: allora, mattatore ingrato; oggi, gioiello bianconero, dalla classe pura ma non sempre esplosiva, dal talento indiscutibile ma che non riesce sempre a dimostrare come vorrebbe.

Questione di stile, dunque: abbiamo detto di quello zemaniano (lo sfidante), analizziamo quello juventino, padrone di casa. I campioni d’Italia hanno ritrovato il loro grande blasone, ma hanno perso uno, forse due condottieri; Conte, per vicende che tutti conoscono e che vorrebbero non sentir mai più; Carrera, per una vicenda triste e angosciante, che risale al capodanno 2011 e a quell’incidente maledetto che costrinse due ragazze a dire addio alla vita. A lui, fare i conti con una Giustizia che il prossimo 9 ottobre proferirà parola (e, a quanto pare, non sarà clemente). Senza le consuete linee guida, è normale che all’interno dello spogliatoio bianconero qualcosa possa scricchiolare, soprattutto ora che la testa dovrebbe essere fredda e lucida. Così come fredda, e lucida, speriamo sia la mente dei tifosi juventini, che questa sera saranno chiamati a dimostrarlo, il loro stile. La speranza, infatti, è una: che ci siano, sì, sfottò, perché fanno parte del mondo del calcio, ma che scompaia invece qualsiasi forma di insulto: sia perché Zeman, per quanto nemico della Juventus possa essere, è e resterà un’icona del calcio moderno e per tale va rispettato; sia perché il calcio, già malato, non ha bisogno di altre pagine nere di cui vergognarsi. Lo “stile-Juve”, dunque, si palesi sul campo; a quel punto, lo stile-Zeman replicherà. E sul rettangolo verde sarà battaglia. Vera, sincera, tra due avversari tenaci, storici, ambiziosi, ma leali.

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Appassionato di sport – calcio, NFL e tennis su tutti. Direttore di MondoPallone.it, giornalista e telecronista di Sportitalia. Ottimista e molto (troppo) frenetico. Email: amilone@mondosportivo.it