Qualcuno svegli la “bella addormentata”

Alla fine succederà che a pagare per tutti sarà l’allenatore. E’ una prassi e una necessità: non potranno certamente essere allontanati tutti i calciatori della rosa o tutti i dirigenti o tutti i cuochi o tutti i giardinieri! Alla fine della fiera sarà lui, il mister a dover impaccottare tutte le sue cose, svuotare l’armadietto, salutare tutti e andarsene, con una valigia piena di ricordi, in cui troveranno un posticino per sé anche la polemica e l’amarezza, inseparabili compagne di viaggio se sulla carta d’identità, alla voce impiego, hai scritto allenatore di calcio.

Parliamo in proiezione futura perché a nostro avviso l’esonero di mister Massimiliano Allegri è ormai un dato di fatto; forse avverrà dopo Udine, forse tra una settimana, forse a inizio ottobre, ma l’idea è che l’ambiente rossonero abbia bisogno di una scossa, uno choc bello potente per dare una svegliata ad una squadra in versione “bella addormentata nel bosco”. Servirà un Principe per risvegliarla, non c’è più spazio per il conte Max; del resto lo si era capito fin dal ritiro estivo che molte cose non andavano, a cominciare dall’infelice campagna acquisti fino allo sfogo in formato uragano di Galliani nel post Milan-Real Madrid.

Ora, che Allegri abbia le sue colpe è indubbio. Del resto, molte volte alcune sue decisioni sono state contestate anche ai tempi d’oro, quando si vinceva, per intenderci; figuriamoci ora che si perde o che comunque non si vince più. E’ vero anche che il “materiale umano” a disposizione è un qualcosa che a Milanello non si vedeva da tempo immemore, dalle disgraziate annate del Capello bis e del primo Terim, quando la “Scala del calcio” era terreno di caccia di interpreti che di musicale, calcisticamente parlando, avevano davvero ben poco. Pensiamo ai Bogarde, ai Ba, ai José Mari: forse non siamo a quei livelli, ma attenzione a non arrivarci.

Sembra ormai una litania, ma con le cessioni di Thiago Silva e Ibrahimovic, a proposito, a segno entrambi ieri sera, la rosa del Milan ha perso un buon 35% di forza. La cosa che più meraviglia è che non ci sia un solo giocatore che abbia il coraggio di prender palla e dire “ok, ci penso io, tu vai lì, allargati, aspetta che te la passo, scatta“. Allora pagherà l’allenatore, verrà esonerato lui insieme, probabilmente, alla schiera dei suoi collaboratori. Tuttavia un dubbio sorge lecito: ma cambiando il tecnico cambierà anche il Milan? Ai Tassotti, ai Tassotti-Inzaghi, ai mister X, ai mister Y, ai mister Z l’ardua sentenza.

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.