Cronache dalla Russia: la polemica di Gadzhiev

E’ normale che i posticipi del lunedì, subito prima della Champions, siano occupati da squadre di seconda fascia e vengano magari un poco trascurati ma ieri Gadzhi Gadzhiev, allenatore del Volga, si è preso l’attenzione degli addetti ai lavori, già con la mente alla doppia sfida Spagna-Russia a Malaga e Barcellona, gridando al complotto.

E’ altrettanto necessario ricordare che l’ex allenatore dell’Anzhi e del Saturn è solito lamentarsi dopo ogni partita, anche se ieri, decisamente amareggiato per non aver portato via alcun punto da Perm, è andato giù duro: “Abbiamo gioco meglio, ma è dura quando agli altri vengono concessi due rigori inesistenti. Nella prima occasione Pleshan prende in pieno la palla, mentre sul secondo Kharitonov non tocca l’avversario. Siamo solo all’ottava giornata e ci hanno dato contro 4 rigori che non c’erano. Potrei capire 1 o 2, sarebbe solo sfortuna, ma quattro, vuol dire che c’è qualcosa sotto”.

Ha ragione Gadzhiev? Prima di andare ad analizzare gli episodi che continua a elencare dopo ogni partita bisogna partire dal presupposto che il Volga è una delle squadre peggiori del torneo. Ieri le due rimonte clamorose patite dal Volga appunto e dal Mordoviya hanno fatto sì che la classifica nelle retrovie cominci a spezzarsi, favorendo anche la Dinamo, inguaiata comunque fino al collo. Nonostante tutto, il Volga avrebbe meritato qualche punto in più; a Mosca lo Spartak è stato favorito, vincendo nel finale con un rigore che dire inventato è dire poco. Nel primo turno invece l’espulsione dubbia a Maximov ha complicato i piani, in quello che si sta rivelando un successo decisivo in zona salvezza; contro il Rostov due gol annullati al limite e un rigore dubbio, peraltro parato da Abaev. E poi gli episodi di ieri. Ovviamente non c’è un complotto contro il Volga, però pare evidente come certi episodi per una squadra che lotta su pochi punti possano diventare pesanti. E alla prossima arriva il CSKA, una delle compagini più in forma del momento: Gadzhiev rischia, e lo sa; possibile che le sue dichiarazioni siano anche a protezione personale.

Intanto, nei piani alti della classifica, brillano Terek e Anzhi, uniche squadre ad aver subito soltanto una sconfitta. Se per i ceceni contro l’Alaniya finì malissimo, 5-0, per i daghi il ko esterno col CSKA ci può stare: ed è proprio l’armata rossa a seguire le due fuggitrici, superando anche lo Zenit, sprofondato al quarto posto. Aveva ragione Ailton, neoacquisto del Terek che ha deciso la sfida di San Pietroburgo: “Lo Zenit è battibile, e io so come si fa”, ricordando il successo ottenuto con l’APOEL nel corso della scorsa Champions League.

Champions League che ritorna, proponendo una doppia sfida Spagna-Russia. Pare abbastanza chiusa per lo Spartak, anche se non parte così spacciato a Barcellona; incontro equilibratissimo invece per lo Zenit, che è volato a Malaga senza Danny, Witsel, Semak, Hubocan e Criscito. Preoccupa la difesa, non impeccabile col Terek, che sarà formata dalle certezze Anyukov e Lombaerts da una parte, ma anche da Bruno Alves e Lukovic, incognite totali.

Per quanto riguarda l’Europa League, invece, sarà una doppia sfida con l’Italia. L’Anzhi parte molto favorito in casa dell’Udinese, squadra in difficoltà che probabilmente darà la priorità al campionato: per una squadra forte come quella daghestana ambire al primo posto nel raggruppamente pare il minimo. Compito molto più complesso per il Rubin Kazan. Sebbene i tartari debbano cogliere in altri lidi i punti qualificazione, la squadra di Berdyev arriva da un momento negativissimo, e la sfida con la Lokomotiv lo ha dimostrato. Quello che preoccupa di più, e non una novità, è la scarsa prolificità offensiva.

E venerdì sarà già tempo di campionato, con Krasnodar-Mordoviya e un sabato super…

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Grande appassionato di calcio russo, tifoso dello Zenit San Pietroburgo. Estimatore del calcio giocato nei luoghi meno nobili e più nascosti, preferirebbe vedere un Torpedo-Alaniya rispetto a uno Juventus-Milan. Email: mbraga@mondosportivo.it