Milan: giocare bene, giocare meglio, si può

Se fossi stato nei panni di un tifoso qualsiasi presente a San Siro sabato sera per vedere la mia squadra giocare in casa contro l’Atalanta, non credo che al fischio finale avrei avuto la forza di fischiare i miei “beniamini“.
Il fischio, almeno allo stadio, è la rappresentazione sonora di quel sentimento chiamato rabbia, contestazione, dovuta magari ad un risultato ingiusto, ad un gol sbagliato, ad un fuorigioco non fischiato, ad una rete presa all’ultimo minuto. O, al massimo, rabbia per una squadra talmente scarsa da annoverare tra i propri titolari personaggi del calibro, con tutto il rispetto di questo mondo, di Smoje, Nielsen, Andersson e Maini.

Ma sabato sera, nei panni di un tifoso del Milan presente allo stadio, io avrei avuto solo scoramento, rassegnazione, depressione.
Depresso. Così sembra l’ambiente Milan dall’esterno. Una squadra dal “potrei ma non voglio“, una squadra che gioca ampiamente al di sotto delle proprie possibilità, che dimostra sempre meno grinta e determinazione, meno idee e meno gioco.

Parliamoci chiaro, Allegri non ha in mano una rosa del livello delle annate ’96/’97 e ’97/’98 e questo Milan, per quanto onestamente si possa dire che non può lottare per lo Scudetto, può e deve giocare meglio. Provarci, per lo meno.
La sensazione che si ha, guardando i rossoneri in campo, è di una squadra in costante balìa degli eventi e dell’avversario di turno, che, di volta in volta, decide come e quando difendersi e attaccare.

La colpa non può essere solamente delle partenze di Thiago Silva e Ibrahimovic, gli unici due veri titolari inamovibili che hanno lasciato la squadra, o degli altri senatori. La rosa non è così scarsa, come si vuole far passare in questo periodo. Non così scarsa per giocare così male, sia ben inteso. Sampdoria, Bologna e Atalanta (non propriamente 3 squadroni) hanno dimostrato di saper giocare molto meglio del Milan di Allegri, pur avendo delle rose qualitativamente inferiori ai rossoneri.

La domanda da porsi è una sola: Perché? Perché il Milan non ha uno straccio di idea di gioco e gioca così male?
Le risposte potrebbero essere molte, partendo dalla ovvia “è una squadra totalmente nuova“, passando per “ci sono ancora troppi infortunati“, per “i giocatori devono ancora assimilare gli schemi nuovi” o ancora per “è una squadra troppo abituata ad avere Ibra là davanti“, concludendo con “siamo solo all’inizio, manca ancora la condizione migliore“.
Il punto, però, è che tutte queste risposte, alla fine, portano ad un solo colpevole, che risponde al nome di Massimiliano Allegri.

Ci sono tante squadre che durante il mercato sono state rivoluzionate e che, eppure, giocano bene, come Genoa e Fiorentina. O altre che ancora faticano ad assimilare gli schemi del mister ma che, a tratti, giocano un ottimo calcio, come la Roma. O altre ancora, a cui manca la condizione fisica ottimale, ma che sopperiscono con la cattiveria agonistica, voglia e idee, come la Lazio.

La situazione attuale del Milan, vista dagli occhi di un tifoso, è, a parer mio, totalmente deprimente. Non c’è nulla di buono in cui sperare. Non si vedono gioco e idee, non si vede corsa e condizione, né tantomeno la voglia e la determinazione.
I giocatori spesso fuori ruolo o non adatti al tipo di modulo, sempre lo stesso da 3 stagioni, sono solamente la cornice perfetta di un quadro che, al momento, sta venendo proprio male, senza forma né contenuti.

È una squadra spenta, sotto ogni punto di vista. E le colpe non possono non ricadere sull’unico uomo che ha il compito di dare un’impronta, sia di gioco che caratteriale, alla squadra.
La scusa della rosa non all’altezza regge fino a quando si parla di Scudetto.
Se si parla dello spettacolo offerto, giocare bene, giocare meglio, si può.

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Twitter addicted, vive di calcio. In campo è convinto di essere Pirlo, ma in realtà è un Carrozzieri qualunque. Per lui il trequartista è una questione di principio. Email: fmariani@mondosportivo.it