C’è tanto ottimismo sotto il cielo di Firenze

Dalle parti di Firenze sono ormai lontani i ricordi della Florentia Viola e di quell’estate che fece sprofondare i tifosi gigliati nell’inferno della Serie C. L’era Prandelli ha contribuito a riportare entusiasmo grazie a un ciclo brillante e ricco di soddisfazioni, ma la sua partenza ha creato in panchina un vuoto difficile da colmare. C’ha provato in malo modo Sinisa Mihjailovic chiudendo in anticipo un rapporto sin dal primo giorno poco idilliaco con la tifoseria del Franchi. Ci fu la breve parentesi Delio Rossi, acclamato a furor di popolo e costretto poi ad abbandonare dopo l’episodio Ljalic.

Si arriva quindi all’estate 2012 che segna un nuovo anno zero in casa viola. Tanti nomi per la panchina, dai più esotici a quelli più realistici, e poi finalmente l’annuncio ufficiale di Vincenzo Montella, tecnico giovane ma già in grado di stupire dopo l’ottimo lavoro a Catania. Così, mentre l’Italia si esaltava per le medaglie di Molmenti, del fioretto e degli azzurri di Londra 2012, i Della Valle improvvisamente uscivano dall’anonimato e trascinavano la Fiorentina, rendendola regina in un calciomercato dove le emozioni arrivavano con il contagocce.

Ora per Vincenzo Montella è iniziato senza dubbio il compito più difficile, quello di dare armonia e gioco e imprimere a questo gruppo la giusta mentalità vincente. Stanchi delle ultime stagioni poco entusiasmanti i tifosi reclamano un posto nella parte alta della classifica, magari con grandi ambizioni europee in linea con la campagna acquisti I primi 180′ con Udinese e Napoli sono stati un ottimo banco di prova per il lavoro svolto dall’ex aereoplanino giallorosso. Due partite sono chiaramente troppo poche per poter valutare in modo completo, ma se il buongiorno si vede dal mattino dalle parti della Fiesole possono essere ottimisti. C’è dialogo tra i giocatori, personalità e ottimo possesso palla; dall’atteggiamento passivo della passata stagione si è passati a una condotta di gara aggressiva e decisa.

Rimane solo un ultimo tassello da completare, quello della punta. Archiviato Berbatov e tutti gli altri che hanno rifiutato in chiusura di mercato, si è ritornati al passato con Luca Toni; una nuova scommessa per l’undici gigliato come lo era stato in passato Vieri. Non è più il Toni-gol che trascinò i viola in zona Champions, ma è di certo un attaccante che può ancora dare un apporto sul gioco aereo, una delle pecche della Fiorentina in chiave offensiva. Questa settimana di riposo sarà fondamentale per Montella per valutare l’ossatura tattica ideale a questa squadra; proseguire sulla difesa a tre e utilizzare il trequartista, questi i dubbi da sciogliere prima del prossimo impegno di campionato contro il Catania. Di sicuro su un aspetto convergono tutti gli addetti ai lavori: la Fiorentina quest’anno ha un ottimo potenziale e Vincenzo Montella possiede tutte le carte in regola per aprire un ciclo positivo sotto il cielo della Toscana.

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Nasce a Roma il 30 maggio 1979 mentre il Nottingham Forest di Brian Clough vinceva la sua prima Coppa Campioni. Radiocronista sui campi dell’Eccellenza laziale, adora il calcio minore ed il futsal. Email: emodugno@mondosportivo.it