Perle e Pirla della seconda giornata: teniamo fuori gli arbitri

Non parliamo di arbitri in questo secondo appuntamento di perle e pirla perché altrimenti il secondo capitolo della stagione 2012/13 della serie A, diventerebbe un monologo contro le giacchette nere (erano bei tempi prima delle divise colorate!).

 

 

 

 

 

 

 

E non rivolgiamo il dito nemmeno contro il Pescara che in queste prime due apparizioni nella massima serie, ha messo in mostra dei limiti imbarazzanti: troppo facile sarebbe parlare di un progetto demolito pezzo a pezzo dopo la cavalcata semi miracolosa dello scorso anno. Rivolgiamo quindi la nostra attenzione ad altro:

Due in uno; due perle fabbricate in una sola partita da Andrea Consigli che, stringendo bene l’obiettivo sulla prestazione contro il Cagliari, di imprese decisive ne compie addirittura tre; celebrate e sottolineate le due prodezze sui rigori di Larrivey prima e di Conti dopo, è ottima anche la scelta dell’estremo difensore orobico, di immolarsi al 25’ della ripresa con un fallo che gli costa il rosso ma  salva ancora una volta la sua porta.

Antonio Candreva tira fuori dal cilindro un numero d’alta scuola nella vittoria della Lazio contro il Palermo. All’Olimpico di Roma, al minuto undici della ripresa, il ‘fantasista di fatica’ dell’undici di Petkovic, riceve palla fuori dall’area, si ritaglia lo spazio per il tiro e infila Andujar con una bordata dalla traiettoria pennellata.

Si merita l’appellativo di pirla colui sceglie i rigoristi del Cagliari (Larrivey prima e Conti dopo). Entrambi falliscono il tiro dagli undici metri al cospetto di un Consigli che di contro fa la parte del leone. Tutti e due gettano alle ortiche l’occasione per indirizzare la gara degli isolani che festeggiano in ritorno di una gara casalinga in Sardegna (non ancora al Sant’Elia che resta inutilizzabile), con un pareggio.

Il giardiniere dello stadio San Paolo, o meglio l’intera squadra di addetti al prato partenopeo, meritano una bandiera nera grande almeno come il rettangolo di gioco; vedere Napoli che batte la Fiorentina 2-1, di fatto nella seconda partita di cartello della giornata (la prima era Inter – Roma), ma in mondovisione i telespettatori sospettano un danno alle proprie tv perché vedono il campo giallo, rappresenta uno spettacolo decisamente poco decoroso.

Adesso è chiaro perché il Siena ha provato il colpaccio Nicklas Bendtner sul finire della sessione di calcio mercato conclusa lo scorso 31 agosto. Perché se Emanuele Calaiò, sul contratto che lo lega alla società del presidente Mezzaroma, ha una clausola per bonus in caso di gol, l’attaccante bianconero rischia allora di rimanere incollato al minimo sindacale. Lo ha ribadito a Marassi fallendo l’impossibile sottorete. Il portiere Romero, contro di lui fa un figurone riuscendo pure a respingere un rigore al 16’ della ripresa.

 

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Laureato in Filosofia, ha deciso di applicare la materia di studio alla vita, prendendola spesso con filosofia. Prestato al giornalismo per caso, la passione per il calcio ce lo tiene incollato. Vanta comunque diverse esperienze più o meno fortunate.