Un super Giovinco e un errore arbitrale mettono in ginocchio l’Udinese

Dopo l’eliminazione in Champions League, gli uomini di Guidolin devono ripartire dal campionato, e devono ripartire vincendo contro il campione uscente: la Juventus. I torinesi arrivano invece da una vittoria, seppur con una prestazione non del tutto convincente, e vogliono dimostrare di avere ancora fame sfornando i numeri che l’anno scorso gli hanno permesso di trionfare in Serie A. Tuttavia la trasferta a Udine è sempre stata ostica per i bianconeri, che anche la scorsa stagione non sono riusciti a vincere lo scontro al Friuli.

LE FORMAZIONI – Nessuna sorpresa nei due schieramenti: l’Udinese infatti mette in campo il solito 3-5-1-1, con Di Natale alle spalle di Fabbrini, preferito a Muriel, mentre il giovane Maicosuel non è addirittura stato convocato dopo il brutto errore contro lo Sporting Braga; viene invece messo in campo dal tecnico veneto il neo-acquisto Lazzari, al posto di Willians. Anche la Juventus non si risparmia per questo match e schiera i migliori giocatori a disposizione, tra cui Chiellini, Buffon e Giovinco ritentrati da poco da un infortunio, ad affiancare l’ex Parma, che ha recuperato straordinariamente in tempo, sarà ancora una volta Mirko Vucinic. Importante anche la presenza dell’ex Asamoah, ancora una volta schierato a sinistra e che si è dimostrato l’uomo più in forma fra gli uomini di Conte.

UN EPISODIO DUBBIO COMPROMETTE LA PARTITA – Le squadre partono piuttosto forte, cariche per la partita, e si gettano in avanti cercando il gol del vantaggio già nei primi minuti. L’Udinese sembra quella più in palla, verticalizza spesso e pressa alto non appena perde la palla, rendendo difficile il lavoro al centrocampo juventino, che fatica a trovare gli spazi per costruire gioco, come dimostrano i generalmente rari errori di Pirlo, che sono invece più frequenti in questo inizio di partita. Tuttavia anche la squadra ospite riesce a rendersi pericolosa, ripartendo e annullando il pressing dell’Udinese grazie agli uno contro uno di Marchisio e Giovinco. Già da primo minuto quindi fioccano le occasioni, con Fabbrini che non da tempo a Buffon di scaldarsi che già lo costringe ad intervenire su un traversone dell’attaccante toscano, a lui risponde poco dopo Giovinco, murato da Brkic in uscita. La partita prosegue su alti ritmi di gioco e la Juventus sfiora il gol con Lichtsteiner che, servito perfettamente al 3′ da Pirlo, sbaglia il pallonetto e spedisce la sfera sopra la traversa. Il match viene tuttavia stravolto da un episodio interpretato male da Valeri: all’11’ Giovinco viene lanciato in area sempre da Pirlo, la pulce atomica sposta il pallone di testa subito prima di venir spinto da Danilo franando poi su Brkic. Né l’arbitro né il giudice di porta, che si trovava in posizione migliore per giudicare, riescono a notare la decisiva spinta del centrale bianconero. Valeri vede solo l’impatto con l’estremo difensore di casa, calcio di rigore e rosso per Brkic. A questo punto l’Udinese corre ai ripari e sostituisce un ottimo Fabbrini con il secondo portiere Padelli, che non può opporsi all’ottimo penalty di Vidal, a segno per la prima volta in questa stagione.
Dopo l’espulsione dunque la strada è tutta in discesa per la Juventus; dal rigore in poi infatti, i torinesi dimostrano di poter accelerare il gioco con facilità e dopo alcune occasioni sfumate al 45′ arriva il raddoppio, firmato da Vucinic che, ricevuto il pallone appena dentro l’area, disegna una traiettoria perfetta infilando sul palo alla sinistra del portiere. L’Udinese torna dunque negli spogliatoi sfiduciata per il doppio svantaggio.

LA JUVE CHIUDE LA PRATICA, LAZZARI SALVA L’ORGOGLIO DI GUIDOLIN – La sfiducia dilaga tra gli uomini di Guidolin e i tentativi di scuotere i suoi da parte del tecnico sono piuttosto fiacchi. La Juventus invece torna in campo sicura dei propri mezzi e si spinge in avanti ad ogni occasione. La partita diventa praticamente un assedio costante che si traduce in una festa per gli attaccanti di Carrera. Nonostante infatti la difesa casalinga non commetta gravi errori, la superiorità numerica si fa sentire col passare dei minuti, soprattutto sulla trequarti, dove Pirlo ha tutto il tempo per guardare in mezzo e servire i frequenti inserimenti di Giovinco e di Vucinic tra gli spazi avversari. I gol quindi non tardano ad arrivare e il primo a sbloccarsi è Giovinco, che al 52′ sfrutta l’errore di Padelli, che si lascia sfuggire il tiro di Marchisio e regala all’attaccante juventino il suo primo gol con questa maglia; galvanizzata dal gol, la pulce atomica, cala il poker che chiude definitivamente  la partita al  quando Pirlo lo serve e lui sigla la doppietta con un diagonale che non lascia scampo a Padelli. Ormai sul 4 a 0 c’è poco spazio per altre emozioni: la Juventus si limita a fare possesso palla nella metà campo avversaria  e l’Udinese si limita a cercare di ripartire con Muriel, entrato nel corso del secondo tempo, e Di Natale. L’unica azione degna di nota è quella di Lazzari, già protagonista di un buon primo tempo fino all’espulsione di Brkic, che al 77′ approfitta di un intervento sbagliato da Bonucci su Muriel anticipa Barzagli e buca Buffon, siglando il definitivo 4-1 e salvando l’onore dei friulani col gol della bandiera

TOP UDINESE: Padelli, Lazzari. FLOP: Danilo, Domizzi.
TOP JUVENTUS: Vucinic, Giovinco. FLOP:

UDINESE-JUVENTUS 1-4

Udinese: Brkic; Benatia, Danilo, Domizzi; Basta, Pereyra (50′ Muriel), Pinzi, Lazzari, Armero; Di Natale (75′ Allan); Fabbrini (12′ Padelli). A disp.: Padelli, Allan, Angella, Faraoni, Barreto, Coda, Pasquale, Silva, Herteaux, Muriel, Maicosuel. All.: Francesco Guidolin.
Juventus: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini (70′ Marrone); Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, Asamoah; Giovinco (73′ Quagliarella), Vucinic (73′ Matri). A disp.: Storari, Branescu, Caceres, Pogba, De Ceglie, Giaccherini, Quagliarella, Matri, Marrone. All.: Antonio Conte.
Arbitro: Valeri.
Marcatori: 13′ rig. Vidal, 45′ Vucinic, 52′ e 69′ Giovinco, 78′ Lazzari.
Note: Ammoniti Pinzi, Armero, Domizzi (U), Marchisio, Matri (J). Espulso: Brkic.

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Nasce il 29 giugno 1994, giusto in tempo per "vedere" la Juventus vincere il suo 23° titolo. Ha collaborato con il quotidiano locale Il Tirreno e segue calcio, tennis e vela quando possibile.