Serie A: che bello!

L’attesa è finita, comincia la serie A. Al bando le chiacchiere, va bene ingozzarsi di Liga e Premier ma cosa ci fa emozionare più del nostro campionato? Tutti pronti per un fantastico viaggio che si aprirà alle 18 con Fiorentina – Udinese e si chiuderà il 19 maggio. Sarà ancora la Juventus ad aggiudicarsi il titolo oppure qualcuno le soffierà lo scettro? E’ l’interrogativo principale. Inter e Milan si rilanceranno o sono destinate a tempi di crisi? E la Roma di Zeman cosa sarà? Niente fretta: per scoprirlo abbiamo a disposizione 9 mesi.

Sarà il torneo più diverso degli ultimi anni, mai come stavolta trionferanno le idee. Quando la qualità si abbassa viene fuori l’astuzia degli allenatori, la loro preparazione, il loro modo di interpretare il calcio. Si tratta di caratteristiche tipicamente italiane, doti che potranno essere esaltate dai nuovi che avanzano. Molta curiosità intorno a Montella e Stramaccioni, colleghi nella Roma e adesso avversari su grandi panchine. Ci hanno già mostrato qualcosa di interessante, ora li attendiamo al varco. Fiorentina e Inter si presentano ai nastri di partenza con delle rose profondamente rinnovate: per i viola è un passo in avanti rispetto alla scorsa stagione, si spera sia così anche per i nerazzurri. Di certo entrambe beneficeranno del grosso equilibrio alle spalle della Juventus.

Già, la Juventus di Antonio Conte. Favorita come non le capitava da 7 lunghi anni, più forte della concorrenza già a partire da agosto. Ovviamente i pronostici andranno consolidati sul campo, ma è inevitabile ammettere che per i bianconeri si tratta di un’occasione troppo ghiotta per essere sprecata. Riconquistare il titolo per ritornare definitivamente la schiacciasassi d’Italia: un’impresa in cui il team di Antonio Conte, orfano per la prima volta di Del Piero, vuole riuscire anche per elogiare il proprio allenatore. Peserà la sua assenza sul campo? Considerando che il lavoro settimanale è “suo”, e aggiungendo che la Juventus sembra avere ormai imparato a memoria lo spartito, verrebbe da rispondere in maniera negativa.

Il Milan è un grande enigma, molto dipenderà da Allegri. Ci piacerebbe rivedere il tecnico di Cagliari e della prima stagione in rossonero, quello che creava, che plasmava la squadra a sua immagine e somiglianza. Non è più possibile lanciare la palla a Ibra e farsi il segno della croce: Ambrosini e compagni sono una squadra, non più una banda di solisti. E le squadre vanno coltivate, composte al momento giusto e scomposte se le circostanze lo richiedono. Al livello delle milanesi c’è il Napoli, condannato a uscire allo scoperto. Gli azzurri devono puntare al massimo, non farlo sarebbe come gettare il lavoro propedeutico alla vittoria degli ultime tre anni. Solo la Juventus è più forte dei ragazzi di Mazzarri, che però ha a disposizione un’arma letale: chi altri può giovarsi di un pubblico così pazzo per la propria squadra?

Forse la Roma, ci verrebbe da dire. Un entusiasmo del genere nella Capitale non si vedeva da molto tempo. Sarà bene alimentarlo con i gol e le giocate che Zeman è capace di donare alla gente. Parlare di scudetto è forse prematuro per i giallorossi, ma la sensazione di essere nuovamente competitivi per le primissime posizioni è davvero piacevole. A fari spenti, senza coppe da disputare, Totti e compagni si avventurano verso un’annata che può diventare meravigliosa. Della Fiorentina abbiamo già parlato, mentre sull’Udinese è stato scritto un editoriale. Saranno loro ad aprire la nuova stagione, l’ennesima di uno sport che si mostra ai nostri occhi come un regalo continuo. Le altre? Palermo e Sampdoria possono essere due piacevoli sorprese, Genoa e Lazio partono in mezzo a tanti interrogativi e dovranno essere brave a capovolgere la situazione. La lotta salvezza promette scintille, con alcune squadre che sembrano di gran lunga superiori alle rivali. Da osservare con molta simpatia il ritorno del Pescara.

Mancano ormai  due ore al fischio d’inizio, dopo non ci sarà nemmeno la possibilità di fiatare che la Juventus aprirà il suo torneo. E allora via alle chiacchiere, ai giudizi personali, alle esultanze, alle gufate, al gol o non gol, al fantacalcio, alle schedine. Mentre scrivo questo editoriale mi sento come il protagonista della canzone di Irene Grandi, “prima di partire per un lungo viaggio e con la voglia di non tornare più”. Ma fino al 19 maggio c’è tempo…

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.