Vai Udinese, sogna ancora!


Mentre l’Italia calcistica si interroga sull’indebolimento del proprio campionato e Inter, Roma, Lazio e Napoli si apprestano a disputare una stagione lontane dai grandi palcoscenici, l’Udinese di Francesco Guidolin si gioca la Champions League. Ancora una volta, alla faccia di tutti.

Favoriti o no da un livello sempre più al ribasso, i bianconeri continuano a collezionare capolavori in serie. Ai nastri di partenza l’interrogativo è sempre lo stesso: riusciranno gli eroi del Friuli a sopravvivere alle cessioni illustri? Ogni anno c’è un po’ di sfiducia da parte degli addetti ai lavori, poi le magie di Totò Di Natale e l’immensa bravura di quel signore a cui piace tanto la bicicletta ci fanno ricredere. A proposito, non voglio essere ripetitivo e patetico ma finché campo urlerò allo scandalo per la carriera di Francesco Guidolin. Mai in una grande, nonostante oggi l’occasione capiti a tutti.

Dato che piangersi addosso non aiuta mai, cominciamo a guardare in casa Udinese per trovare un motivo valido a sorridere. Il calcio italiano, seppur incerottato, sa regalare ancora delle belle storie. La splendida nave costruita dalla famiglia Pozzo veleggia orgogliosa incurante dei passeggeri che puntualmente si danno il cambio. E questo capita da un ventennio, mica bazzecole. Via Isla, Asamoah e Handanovic, i campioni del domani potrebbero essere Williams, Maicosuel e Muriel. Uno di questi arriverà: è scientificamente provato, le sinergie friulane funzionano come un orologio svizzero. Sulla loro strada c’è il Braga, non esattamente una fuoriserie.

Questo dato deve per forza condurre a una conclusione: l’Udinese ha l’obbligo di crederci con tutte le proprie energie, ha bisogno di un po’ di sana prepotenza. Lo dice la storia, lo esige il sogno. A prescindere da quello che poi potrà accadere in un eventuale girone della massima competizione europea, e sorvolando sugli strascichi che questo lascerebbe sul campionato, Francesco Guidolin, Totò Di Natale, GiampaoloPozzo e i tifosi meritano di stare nell’Olimpo il più a lungo possibile. Con la musichetta che rimbomba.

Uscire non sarebbe un fallimento ma di certo lascerebbe in bocca un sapore amarissimo. Le occasioni nella vita vanno colte con intelligenza e ferocia, i rimpianti si conservano per gli altri. Petto in fuori e nella mente un pensiero fisso: “Il Braga? Chi sono questi?”. L’Italia osserva con simpatia e ammirazione. In tempi di crisi tutto è buono, figurarsi una gustosa minestra sempre arricchita di nuovi ingredienti. Se vogliamo tornare a ridere dobbiamo sperare che il sogno Udinese continui, così la risalita sarà meno ardua. Siamo in buone mani: chi meglio di un ciclista tenace e resistente come Francesco Guidolin?

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.