La Serie A che torna… la Lazio

Finita la gestione Reja, l’obiettivo della Lazio era quello di voltare pagina sfoltendo la rosa e ringiovanendo l’organico. Il nuovo allenatore Vladimir Petkovic, zemaniano nei metodi di allenamento e nello sforzo atletico che richiede ai suoi giocatori, ha bisogno di ragazzi con tanta birra nelle gambe per far funzionare il suo gioco fatto di verticalizzazioni e difesa alta. Niente di tutto questo è stato fatto: il solo acquisto è stato Ederson, inseguito per cinque anni e finalmente approdato dalle parti di Formello a parametro zero. Poi il nulla: la telenovela Yilmaz si è conclusa con un nulla di fatto, Breno è stato condannato a 3 anni e 9 mesi dalla giustizia tedesca e, ciliegina sulla torta, Balzaretti è finito alla Roma. La Lazio resta così sguarnita in ogni reparto, specialmente in difesa.

LA DIFESA: Voto 6,5 – Già nella passata stagione si erano evidenziate crepe profonde: Biava non è più quello di due anni fa e anche Dias inizia a perdere colpi. Nonostante tutto, saranno ancora loro la coppia centrale del prossimo anno, aiutati da Stankevicius Diakité (sempre che si concluderà nel migliore dei modi la vicenda legata al suo rinnovo contrattuale, altrimenti Lotito potrebbe anche metterlo fuori rosa). Sfumati Breno, Xandao e Granqvist, la Lazio ha un buco lì in mezzo. Sulle fasce la situazione non è certo migliore: Radu a sinistra e Konko a destra non garantiscono un rendimento costante per l’intera stagione e le riserve Scaloni e Zauri non fanno dormire sonni tranquilli ai tifosi. L’unica vera certezza del reparto è rappresentata da Marchetti, portiere di sicura affidabilità inferiore in Italia al solo Buffon. Dietro di lui c’è Albano Bizzarri mentre avrà poche occasioni di mettersi in mostra il pur bravo Alessandro Berardi che nella scorsa stagione ha difeso i pali della Primavera.

IL CENTROCAMPO: Voto 7 È il reparto con più giocatori e per questo è anche quello che presenterà i maggiori problemi di gestione al nuovo mister. Intanto bisognerebbe capire come verrà schierata la squadra del prossimo anno: giocare con il rombo o con i quattro in linea a centrocampo fa molta differenza. Il fulcro del gioco, da quanto visto nelle amichevoli estive, sembra essere Mauri ma su di lui pesa la vicenda legata al calcio scommesse che potrebbe portarlo lontano dai campi per molto tempo. L’arrivo di Ederson serve a coprire questa possibile falla ma la sua convivenza con Hernanes è tutt’altro che scontata. Quel che è certo è che la Lazio abbonda di trequartisti: Mauri, Ederson, Hernanes, Candreva, Foggia. Persino Gonzalez potrebbe rientrare nell’elenco. L’unica certezza è che in mezzo al campo la coppia più probabile sarà quella formata da Ledesma e Cana che avranno il compito di proteggere una difesa alta e vulnerabile. Sulla sinistra il candidato principale per una maglia da titolare è Lulic mentre sulla fascia opposta si alterneranno Candreva e Gonzalez. Mauri, Hernanes ed Ederson probabilmente si alterneranno dietro le punte. Un capitolo a parte merita la questione Matuzalem, giocatore di assoluto valore ma relegato ai margini del gruppo per essere rientrato in ritardo dal Brasile quando tutta la squadra da giorni si allenava ad Auronzo.

L’ATTACCO: Voto 6,5 – La partenza di Cissè, avvenuta nella finestra invernale dello scorso mercato, non è mai stata rimpiazzata e nelle ultime partite della passata stagione la sua mancanza si è fatta sentire. Klose è la granitica certezza sulla quale Petkovic fa speranzoso affidamento mentre il rientro alla base di Zarate, dopo la negativa esperienza all’Inter, fa sognare i tifosi. Kozak, cercato da mezza Serie A, alla fine è rimasto e con Rocchi avrà il compito di alternarsi giocando quando i titolari hanno qualche problema.

LA STELLA

Miroslav Klose

 

 

 

 

 

Avremmo potuto citare Hernanes o Zarate ma la vera stella della Lazio è il tedesco, giocatore di valore mondiale con esperienza da vendere e un carisma fuori dal comune. Leader silenzioso, Klose ha trascinato i compagni per quasi tutto il Campionato passato e quando un infortunio l’ha messo k.o. la Lazio ha iniziato a perdere posizioni in classifica. Gli anni passano ma la sua vena realizzativa sembra non esaurirsi mai. Petkovic e i tifosi se lo augurano di tutto cuore.

L’ALLENATORE – Vladimir Petkovic

 

 

 

 

 

È la grande scommessa di Tare e Lotito. Prima del suo approdo alla Lazio nessuno lo conosceva. 49 anni, parla otto lingue e ha maturato la sua esperienza come allenatore esclusivamente in Svizzera dove ha allenato il Bellinzona, lo Young Boys e il Sion, salvandolo dalla retrocessione. Insomma, davvero troppo poco per poter pensare di fare bene in Italia. La Lazio l’ha preso dopo un lungo ballottaggio che ha visto protagonisti nomi più quotati come quelli di Zola, Casiraghi, Mazzarri e Di Matteo. È  stato preso Petkovic che è il meno costoso e quello che chiede meno garanzie sul mercato. L’azzardo è stato forte, la speranza è che il bosniaco abbia un asso nella manica.

PROBABILE FORMAZIONE:

VOTO ALLA SQUADRA: 6,5 – Se Lotito riuscirà a tenere i suoi gioielli, come ama spesso definirli, quantomeno la Lazio potrà puntare al quinto/sesto posto. Hernanes, Klose, Zarate, Marchetti e il nuovo arrivato Ederson sono giocatori che fanno la differenza. Le lacune dell’organico restano tante: servirebbero almeno un altro difensore centrale, due terzini di riserva, un centrocampista di spinta sulla destra e un altro attaccante. Tuttavia in un campionato sempre più squattrinato e povero tecnicamente, anche i biancocelesti potranno dire la loro per la conquista di un posto in Europa.

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Nato a Roma il 19 novembre 1988, vive e lavora nella Capitale. Laureato in Scienze della Comunicazione, collabora con vari siti d’informazione sportiva. Ha fatto parte della prima avventura di Mondopallone. Recidivo. Email: vdardanelli@mondosportivo.it