Schwazer in lacrime: “Mi dispiace. Voglio solo tornare alla vita normale”

E’ durata circa un’ora a conferenza stampa di Alex Schwazer, il marciatore italiano oro nella 50 km di marcia dell’Olimpiade di Pechino nel 2008, risultato positivo nei giorni scorsi all’EPO, sostanza dopante e per questo vietata dal CIO. Una confessione straziante quella dell’atleta altoatesino, a volte drammatica in cui Schawazer ha ammesso di aver fatto tutto da solo, comprando la sostanza dopante in Turchia (in Italia la vendita libera non è consentita, n.d.r.) e di aver lasciato allo scuro di tutto sia la fidanzata, la pattinatrice sul ghiaccio Carolina Fostner, sia la sua famiglia sia il suo allenatore.

Il marciatore, che ha precisato che la sua carriera sportiva finisce qui, ha ammesso di essersi dopato per cercare di ritrovare quella forma e quello spirito di competizione che sembravano averlo abbandonato all’indomani del trionfo cinese. La positività all’EPO, riscontrata in un controllo effettuato lo scorso mese di luglio, è arrivata come la liberazione di un segreto che lo stava logorando, costretto a mentire, come da lui stesso affermato, ai suoi cari, ignari della sua situazione.

Ecco alcuni dei passaggi più significativi della conferenza stampa di Schwazer tenutasi a Bolzano.

Alla fine dello scorso anno, dopo tre anni molto difficili e travagliati, non sono stato piu’ capace di dire no al doping. Quando il 30 luglio si sono presentati a casa mia per i controlli non avevo la forza di chiedere a mia madre di dire che non ero a casa. Avrei potuto farlo, ma non vedevo l’ora che tutto finisse. “Per me non è stato facile dire a Carolina che in frigo non c’erano vitamine B12, ma epo. Mi vergogno tanto. Carolina non sapeva niente“.

Domani vado a Bologna perché devo restituire il tesserino e la pistola dei Carabinieri. Se non ci fosse stata l’Arma non avrei potuto fare questo sport a livello professionale“, ha aggiunto Schwazer”, ha detto l’altoatesino, che gareggiava con gruppo sportivo dei carabinieri. “Sono andato in Turchia per comperare l’Epo. Ho fatto tutto da solo, sono partito con 1.500 euro e ho acquistato il prodotto in una farmacia. E’ stata la prima e unica volta che ho acquistato un farmaco di questo tipo perché sono sempre stato pulito“.

Non devo coprire nessuno. Non voglio più gareggiare, ma tornare alla vita normale. Non avrei perciò problemi a dire che il dottor Ferrari mi ha dato dei farmaci, ma non è stato così. Volevo tutto, invece ho perso tutto. La 50 km – ha detto – la posso vincere anche senza doping, l’ho dimostrato. La 20 km richiede invece velocità nel finale. Non dovevo puntare su entrambe le gare“.

Spero di poter essere dopo tutto questo, comunque, un esempio per i giovani. Ho a casa quattro medaglie, ma la vita è tutt’altro. E’ assurdo perdere parenti e amici per andare più forte in una gara“.

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.