Il pupillo di… Francesco Mariani

Seconda puntata della nuova rubrica di Mondopallone.it, “Il pupillo di…”. Siamo lieti di presentarvi il pupillo di ognuno di noi, quel calciatore che ci ha fatto nascere da bambini la passione per questo sport o semplicemente quel giocatore che ci ha regalato emozioni e fatto sognare. Per tutto il mese di agosto vi terremo compagnia con una chicca personale di chi ogni giorno vi informa con estrema professionalità su quello che succede nel mondo dello sport in Italia e all’estero. Lo riteniamo anche un modo come un altro di conoscerci più a fondo… Buona Scoperta!

LE PETIT ZIZOU – E’ il 13 Settembre 2006. Milan-AEK Atene, prima giornata del girone di Champions. Giochi titolare, il tuo esordio nella competizione più importante, la tua prima gara in Europa con il Milan, che ti ha comprato un paio di mesi prima. Al minuto 41, Kakà, la stella della squadra, si defila sul lato destro dell’area di rigore. Alza la testa e vede te, un ragazzino di vent’anni, fare il movimento giusto verso la porta. Non ci pensa due volte e ti passa la palla. Tu, quella palla, la schiacci in porta di testa e segni il gol del 2 a 0. Quasi non ci credi, San Siro esplode, Kakà ti abbraccia con fare fraterno. Sembra quasi un’investitura: questo ragazzo è un predestinato, questo ragazzo è Yoann Gourcuff.

Durante tutti i 90 minuti di partita, schierato di fianco allo stesso Kakà e dietro a Filippo Inzaghi, sfoggi colpi e intelligenza fuori dal comune, fai una di quelle partite “da ricordare”. Tutti gli addetti ai lavori sono in estasi, così come il tuo mister Carlo Ancelotti e i tuoi compagni di squadra. In estasi, a dirla tutta, c’è anche un ragazzo che ti sta guardando davanti al televisore e che in te vede una classe e una eleganza che, prima di allora, ha visto solo in un giocatore: Zinedine Zidane. Quel ragazzo sono io. La scintilla è scoccata.

UNA CARRIERA DI ALTI E BASSI – L’ottimo preludio di quella notte di settembre non si trasforma, però, in una lunga storia d’amore con i colori rossoneri. Le tue prestazioni, schierato forse in un ruolo (mezzala sinistra) non propriamente tuo, sono troppo altalenanti. I tuoi compagni dicono che ti sei montato la testa e che non ti alleni professionalmente. Sta di fatto che la prima stagione (2006/2007) si conclude con la vittoria di una Champions League che non ti vede protagonista, nonostante le 7 presenze. Nella stagione successiva giochi ancora meno, sempre più vittima di un ruolo che non senti tuo e di uno spogliatoio che, probabilmente anche per colpa tua, non ti ha mai accettato fino in fondo.

A fine stagione decidi che è tempo di tornare a giocare e chiedi di essere ceduto. Il Milan ti accontenta e ti cede in prestito al Bordeaux con diritto di riscatto a favore dei girondini, fissato a 15 milioni. Una cifra che sembra altissima per te. Tutti, me compreso, sono convinti che farai ritorno a Milanello nel luglio successivo. Succede, invece, ciò che speravo da due anni. Esplodi. Diventi il gioiello del calcio francese. Vinci, convinci, incanti. Segni 9 gol in 43 presenze tra campionato e coppa, porti, in coppia con Chamakh, il Bordeaux alla vittoria del campionato dopo i fasti della coppia Zidane-Dugarry della seconda metà degli anni ’90. A fine stagione sarà proprio Zizou a premiarti come miglior giocatore della Ligue 1.
La sintesi della tua prima stagione sta tutta in questo gol, votato all’unanimità come gol più bello del campionato 2008/2009 in Francia:

(fonte: YouTube)

Inevitabile, a questo punto, il tuo riscatto da parte del Bordeaux, che ti fa firmare un quadriennale.
Nella stagione successiva ti ripeti. Non riesci a vincere il campionato, ma porti il Bordeaux ai quarti di finale di Champions League, persi nello scontro fratricida contro il Lione. Nell’arco della competizione, però, dai sfoggio più volte di tutta la tua classe. Contro Juventus, Bayern Monaco, Chelsea e lo stesso Lione vieni indicato da molti come il migliore in campo. In campionato invece, un’altra tua giocata viene eletta come la più spettacolare dell’anno. Si tratta di un “uno-due” di tacco, ripetuto due volte, con Chamakh. Pura poesia, per chi ama il calcio, come me:

(fonte: YouTube)

Dopo questi due anni ai vertici del calcio mondiale, è inevitabile l’interesse delle grandi d’Europa nei tuoi confronti. Come inevitabile è darti le chiavi della nazionale francese ai Mondiali sudafricani del 2010. La caduta dei blues è talmente fragorosa che ti porta con sé. Ad agosto 2010 arriva l’offerta incredibile del Lione e il Bordeaux è costretto a venderti ad una sua grande rivale. A Lione non ingrani in pieno, nonostante 33 presenze e 4 gol nella prima stagione. In quella successiva sei stato perseguitato dagli infortuni, tra l’operazione alla caviglia (e le sue successive infiammazioni) e il problema all’adduttore. Finisci ai margini della squadra, la stampa quasi si dimentica di te. Concludi la stagione in crescendo, vincendo la Coppa di Francia giocando titolare, ma non basta a farti convocare per l’Europeo appena conclusosi in Polonia e Ucraina.

L’estate ti è amica, hai riposato e hai iniziato la preparazione con i tuoi compagni. Sei pronto per una nuova sfida: ritornare te stesso.
Se la sfortuna e gli infortuni ti lasceranno in pace, potrai, a 26 anni appena compiuti, finalmente entrare definitivamente nel top del calcio mondiale, come meriti.
E a quel punto, il mondo si accorgerà di quanto grande tu sia e, forse, sentirà meno la mancanza di Zizou.

PUNTATE PRECEDENTI:
1 Agosto – Demetrio Bertuletti per Hristo Stoitchkov

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Twitter addicted, vive di calcio. In campo è convinto di essere Pirlo, ma in realtà è un Carrozzieri qualunque. Per lui il trequartista è una questione di principio. Email: fmariani@mondosportivo.it