Portanova all’attacco: “Un giorno gli schiaffi li darò io”

“Non meritavo neanche l’omessa denuncia, come ho detto alla procura di Bari e Roma non c’erano i presupposti. L’illecito sportivo è una cosa che mi ha fatto male, ma la mia conferenza stampa di oggi è per far capire a tutti che per sette-otto mesi sono sempre stato in silenzio, perchè rispettavo il lavoro della procura penale e sportiva. Ho sempre fatto parlare il mio avvocato per correttezza, però è arrivato il momento di dire anche la mia su tutto, e quando dico tutto intendo sotto l’aspetto processuale e per il rapporto che ho con tutti voi”. Parole velenose, e di speranza, quelle di Daniele Portanova. Velenose perché ha voglia di togliersi sassolini dolorosi dalla scarpa, speranza perché spera, in cuor suo, di essere creduto. Ma sa che è difficile.

OFFESE – “Voglio guardare la gente negli occhi. Ha sofferto la mia famiglia, è stata insultata mia moglie, le hanno scritto lettere anonime e le hanno detto che è una mignotta – ha accusato Portanova – Le è stato lanciato un perizoma. Sono andato a fare una visita e ho dovuto subire uno che mi ha detto venduto davanti ai miei figli che non volevano più andare a scuola, li ho visti piangere, ma son sempre stato zitto per il bene del Bologna. Tutto quello che ho subito io avrebbe fatto cadere anche un mammuth, però io sto in piedi perchè devo difendere la mia dignità. Tutti possono giudicarmi per il giocatore, se sono scarso, lento, vecchio, ma non permetto a nessuno di giudicarmi come uomo. Ho sempre messo cuore, ho sempre onorato la maglia, però ho capito che su dieci persone, a sette sto sui coglioni e voglio capire“.

CUORE, CERVELLO E… – Portanova ha poi detto la sua sul processo: “Su quanto accaduto ho solo detto la verità che esiste, che è la mia. Sono venuti tre balordi – ha spiegato – io non avevo assolutamente capito, pensavo fossero parenti, tutt’oggi faccio ancora fatica a pensare a Masiello che ha fatto tutte quelle cose. Tutti dicono che avrei rifiutato una proposta, ma sinceramente una proposta non c’è mai stata. C’è solo stato un allontanamento di questi tre individui. Il giorno dopo avverto la squadra di non fare cazzate. Invece sono passato per un bandito, per uno che si vende le partite, che scommette mentre sono cose che ho sempre odiato. Non ho mai venduto, mai scommesso . E’ stato deferito Marco (Di Vaio) su una chiamata che non ha mai ricevuto. E’ stato deferito Sanfelice su un dubbio mio.. e lui doveva capire il mio dubbio? Assurdo. Ho sempre affrontato tutto a petto nudo, quanto meno è arrivato il momento di mettere un’armatura per evitare gli schiaffi, ma spero arriverà il momento di darli, per difendere le lacrime di mia moglie, le lacrime dei miei figli. E’ per questo che sto in piedi, che ho la forza. Ho capito che la maggior parte di gente non mi sopporta. Nella mia carriera ho sempre ragionato col cuore, non con la testa mentre nel calcio ho sempre ripetuto che servono le tre C: cuore, cervello e coglioni, io ho usato solo cuore e coglioni. Cervello poche volte”.

“SEMPRE STATO ONESTO” – “Io credo nella bontà dei miei compagni, di tutte le persone – ha proseguito Portanova – Lo ribadisco ad alta voce, io non ho mai venduto nulla, né una partita, né un risultato, nulla di nulla. Io spero a questo punto che la procura indaghi e faccia uscire davvero il colpevole se c’è un colpevole, ma quel colpevole non sono io. Non sono il capro espiatorio di nessuno. A Roma si dice “vogliono fare i froci con il culo mio” ma non esiste, io qua sto difendendo la mia dignità, non sto parlando da giocatore ma da uomo. Un giorno di squalifica per me era ingiusto, questo ho sempre ribadito al mio avvocato, e stavo male per questo. Sono sempre stato onesto nei confronti dei tifosi, della città, ho sempre onorato la maglia. Ho voluto chiarire perchè ora non c’è una penna o una tastiera che scrive. Ho letto tante cose brutte nei miei confronti. Io leggo tutto, forum, tutto. Capisco che ci sia qualcuno a cui sto antipatico ma quando la maggior parte delle persone ti insulta, allora facciamo una conferenza stampa aperta a tutti. Io sto qua da uomo e voglio che si confrontino da uomo come sono io. Quello che ha insultato mia moglie che uomo è? E’ un uomo di merda, dovrebbe venire qua a dire in faccia a me ho insultato io tua moglie. Io voglio solo capire il perchè. Che ho fatto io di male? Sono il primo a chiedere scusa se sbaglia, sono cresciuto cosi, ma – ha concluso, velenoso – siccome sono stato zitto sette mesi mentre tutti hanno parlato e io ho messo la maglia al primo posto, adesso è arrivato il momento che per chi mi deve contestare qualcosa io sto qua”.

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Appassionato di sport – calcio, NFL e tennis su tutti. Direttore di MondoPallone.it, giornalista e telecronista di Sportitalia. Ottimista e molto (troppo) frenetico. Email: amilone@mondosportivo.it