Ventura: “Vorrei avere la rosa al completo, ma…”

Pari con il Siena, tre gol alla Lazio. Troppo bello per essere vero, comunque incoraggiante per un Torino che nella prima parte di ritiro a Sappada ha lavorato sodo sul piano fisico più ancora che sul piano tattico. Il Torino che c’era, quello della stagione passata, funziona ancora, ha dato segni di compattezza e un’idea di gioco. È il Toro che verrà, che non c’è ancora, che preoccupa.

Quando arriveranno i 3-4 titolari che ancora mancano?
«Dipendesse da me vorrei vedere facce nuove già lunedì ad Omegna».

È deciso a pazientare ancora un po’ pur di avere i nomi chiesti al presidente Cairo?
«È pur vero che dalla qualità del mercato dipenderà il nostro destino, se ci toccherà lottare per la parte sinistra o destra della classifica. A Sappada ho visto grande disponibilità, tutti i giocatori si sono calati nella parte».

Il rammarico?
«Non poter avere tutto e subito, la rosa al completo, intendo. Serve tempo per entrare nei meccanismi di gioco e poter concedere ai nuovi di sbagliare in amichevole e correggere gli eventuali errori».

Gillet, Santana, Sansone, Ferronetti, Migliorini i volti nuovi. Da chi è stato Impressionato?
«Dai giovani. Barbosa ha 18 anni, al primo allenamento ha fatto cadere gli ostacoli, mancanza d’attenzione. Gliel’ho fatto notare e da quel momento non l’ho più ripreso. Alla sua età molti sono ancora bambini, lui ha dimostrato di essere già un ometto. Corre, combatte, parla poco, ma nel suo caso a parlare sono i fatti».

Un brasiliano atipico…
«Brasiliano? Non lo sapevo. Tocca a lui non perdersi».

Gomis tra i pali, Diop in attacco sono le altre belle notizie.
«Gomis l’ho voluto secondo di Gillet, ha grandi qualità. Il suo problema è che si deve abituare a stare in porta».

Coppola e Iori erano i leader di ieri nello spogliatoio, chi può raccogliere l’eredità oggi?
«Il leader dovrà essere la squadra. Non puoi dipendere da un singolo. Qui serve un gruppo che giochi a memoria e senza paura su nessun campo».

Lo slogan per la stagione?
«Insieme possiamo. Non si può competere con chi spende 80 milioni e più. Per combattere i club milionari serve un modo di essere diverso ed un cuore diverso. Gli 80 mila tifosi sotto la pioggia che fanno festa per la promozione possono competere con gli 80 milioni».

Chiusa la prima parte del ritiro,si riparte lunedì ad Omegna.

[Gazzetta dello Sport]

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Nato a La Spezia nel 1981, ha girovagato per l’Italia da sud a nord. Laureato in Scienze della Comunicazione a Bologna, è stato fra i primi collaboratori di MondoPallone.net. Attualmente vive a Padova, collaborando con diversi siti di informazione calcistica.