All’Inter il Trofeo TIM: battute Juventus (1-0) e Milan (2-1)

Nella prima competizione della stagione è l’Inter a trionfare grazie ai gol di Coutinho alla Juventus, e di Guarìn e Palacio al Milan.

Inter, Milan e Juventus si affrontano ancora una volta nel banco di prova del trofeo Tim, che offre l’opportunità agli allenatori di dare spazio in campo ai nuovi acquisti e ai giovani della rosa.

INTER 1-0 JUVENTUS

Le formazioni – Nella partita d’esordio si vede una forma ridotta del derby d’Italia, con Stramaccioni che schiera il rientrante dall’esperienza all’estero Coutinho e il neo acquisto Palacio, mentre Conte decide di sperimentare soprattutto in difesa schierando l’ex nerazzurro Lucio e il giovane Masi.

Coutinho esordisce col botto e regala la vittoria a Strama – Nei primi minuti è la Juventus a fare la partita e creare le prime occasioni: dopo pochi secondi infatti Quagliarella spreca la palla del vantaggio ritardando la conclusione. Mentre quindi i bianconeri cercano di sbloccarla subito, i nerazzurri si limitano ad attendere gli avversari e tentare di ripartire, lasciando quindi il possesso palla agli uomini di Conte. Le occasioni sono tutte per i torinesi, almeno fino al 12′, quando Lucio sfiora di testa il cross di Milito e Coutinho, trovatosi da solo di fronte a Storari, non sbaglia. Nonostante il risultato si sia sbloccato, il registro non cambia: Juventus che attacca e Inter che si limita a ripartire. Il gioco lo detta Marrone per i bianconeri, che svolge egregiamente il lavoro normalmente affidato a Pirlo, e dimostra le sue già sviluppate doti tecniche dettando i tempi e gli inserimenti in fase offensiva. I contropiedi nerazzurri passano invece sempre per i piedi di Coutinho, che sembra essere cresciuto notevolmente nell’esperienza con l’Espanyol, quando infatti Stramaccioni decide di sostituirlo con Nagatomo e passa alla difesa a cinque, l’Inter manca di brillantezza in attacco e perde numerosi palloni. Nonostante le più numerose occasioni della Juve dunque, è l’Inter a portarsi a casa la vittoria, grazie ad un maggiore cinismo, che compensa le poche chance avute.

Inter (4-2-3-1): Handanovic; Jonathan, Ranocchia, Chivu, Mbaye (39′ Silvestre); Guarin, Cambiasso; Zanetti, Coutinho (34′ Nagatomo), Palacio (39′ Longo); Milito. All.: Stramaccioni.
Juventus (3-5-2): Storari; Caceres, Lucio, Masi; Lichtsteiner, Asamoah, Marrone, Vidal, De Ceglie; Quagliarella, Matri. All.: Conte.
Marcatori: 12′ Coutinho (I)

JUVENTUS 1-0 MILAN

Le formazioni – Dopo la sconfitta siglata dal gol di Coutinho, Conte deve tentare di vincere contro gli esordienti rossoneri. Allegri decide di far scendere in campo fin da subito il nuovo arrivo Traorè ed il giovane fenomeno egiziano El Shaarawy che già la stagione scorsa si è procurato molti ammiratori con i suoi numeri; in ogni caso la formazione schierata dal tecnico toscano è molto competitiva, visto che comprende anche i titolarissimi Boateng e Robinho. Conte invece decide di riconfermare il trio difensivo, mentre stravolge il centrocampo inserendo a sinistra Ziegler, rientrato dalla Turchia, Pepe a destra ed affidando a Vidal il ruolo precedentemente assegnato a Marrone; davanti invece si sperimenta con l’inedita coppia BoakyeVucinic.

Vucinic porta avanti i suoi – Il match è piuttosto equilibrato: le due formazioni alternano buon gioco soprattutto grazie alle giocate di Vucinic da un lato e di Robinho dall’altra. Soprattutto il montenegrino dimostra una forma già da campionato grazie ai suoi continui inserimenti e agli ottimi assist che serve ai suoi compagni, che tuttavia non riescono a concretizzare. Nonostante quindi le occasioni per entrambe le squadre ci siano, per sbloccare il risultato serve il rigore siglato da Vucinic al 31′, dopo che, dribblato Traorè, viene atterrato da quest’ultimo. Dopo il vantaggio bianconero la partita si spegne: la forma ancora non a pieno si nota e i ritmi rallentano notevolmente, ciò che permette a Conte di portarsi a tre punti con l’Inter, nonostante i numerosi infortuni che negli ultimi minuti colpiscono i suoi giocatori, probabilmente per colpa delle pessime condizioni del campo.

Milan (4-3-1-2): Amelia; De Sciglio, Bonera, Yepes, Taiwo; Traorè, Ambrosini, Emanuelson; Boateng; Robinho, El Shaarawy. All.: Allegri.
Juventus (3-5-2): Storari (25′ Leali); Masi, Lucio, Caceres; Pepe (39′ Untersee), Padoin, Vidal (25′ Pazienza), Asamoah, Ziegler; Boakye, Vucinic (44′ Matri). All.: Conte.
Marcatori: 31′ rig. Vucinic (J).
Ammoniti: 35′ Robinho (M), 38′ Pepe (J).

MILAN 1-2 INTER

Le formazioni – Il derby di Milano si trova soltanto nell’ultimo match della serata, che deciderà il vincitore di questo torneo estivo. Allegri conferma Traorè nonostante il decisivo errore nell’ultima partita, e schiera Valoti e Cristante direttamente dalla primavera ad affiancarlo a centrocampo, mentre in attacco il Faraone è supportato da Ganz. Stramaccioni invece cambia ben poco, inserendo Nagatomo fin dal primo minuto e lasciando invariato il modulo.

El Shaarawy pareggia la classifica – In una partita piuttosto equilibrata tra le due milanesi, si distingue il talento dell’attaccante del Milan, che sigla al 16′ la rete che porta le tre contendenti in assoluta parità. In questi casi il vincitore è dato dalla squadra con l’età media più giovane: tuttavia prima che giornalisti e calciatori abbiano terminato il calcolo Guarìn risolve il problema incornando il cross di Palacio al 25′. A questo punto l’Inter sarebbe vincitore del torneo, ma a fugare ogni dubbio ci pensa sempre Palacio, che lanciato davanti al portiere da una punizione battuta velocemente da Cambiasso al 34′, non sbaglia e regala il primo trofeo della stagione ai suoi.

Milan (4-3-1-2): Amelia (21′ Pazzagli); Antonini, Acerbi, Albertazzi, Mesbah; Traorè (41′ Prosenik), Cristante, Valoti; Boateng (20′ Carmona); Ganz, El Shaarawy (33′ Emanuelson). All.: Allegri.
Inter (4-2-3-1): Belec; Zanetti, Silvestre, Chivu (36′ Ranocchia), Mbaye; Guarin, Cambiasso; Nagatomo (38′ Bianchetti), Palacio, Coutinho; Milito (29′ Longo). All.: Stramaccioni.
Marcatori: 16′ El Shaarawy (M), 25′ Guarin (I), 34′ Palacio (I)

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Nasce il 29 giugno 1994, giusto in tempo per "vedere" la Juventus vincere il suo 23° titolo. Ha collaborato con il quotidiano locale Il Tirreno e segue calcio, tennis e vela quando possibile.