Zitti tutti, parla sua ipocrisia Raiola

Da sei mesi volevo questo affare, da quando ho portato qui Maxwell. Ragazzi, bisogna capire che la Serie A non esiste più. Non ha più il valore di una volta. Io ho Ibrahimovic al top della sua carriera e lo tengo lì? Ma siamo matti?“, firmato Mino Raiola. Queste alcune delle pepate dichiarazioni del super procuratore italo-olandese pronunciate a margine della sontuosa cerimonia di presentazione a Parigi di Zlatan Ibrahimovic. Un attacco bello e buono al sistema calcistico italiano, ritenuto da colui che fino all’altro giorno ci sguazzava, obsoleto, antico e, appunto, ormai inesistente.

Parole pronunciate da uno che con il museo delle cere del campionato italiano ha alzato un bel po’ d’affari. Non parlerà forse così perché ormai tutti cavalli della sua scuderia italica sono stati piazzati? “L’Italia deve imparare da sola a produrre i grandi calciatori, altrimenti rimarrà indietro. Qui ormai i grandi capitali li hanno solo il City, il Psg e il Chelsea. Real e Barcellona? Domineranno per poco, entro due anni falliranno“, continua il potentissimo rappresentante di vari grandi campioni, come Balotelli e lo stesso Ibra. Un monito che viene esteso anche alle altre nazioni, facendo capire chi detta davvero le regole del mercato in Europa, condannando al tramonto squadre storiche e blasonate come Real Madrid e Barcellona.

Sul tanto paventato fair play finanziario, Raiola dice la sua, ovviamente non lesinando parole di stima nei confronti dell’Uefa e del suo presidente Platini: “L’Uefa di Platini è m… Non fa niente per il calcio e invece di incoraggiare i grandi investimenti li combatte. Vogliono tornare all’Unione Sovietica e invece solo i fondi di investimento faranno sopravvivere il grande calcio“.

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Nato a Fondi (LT) il 18 gennaio 1984, è laureato in Teoria della Comunicazione. Scozzese di adozione, vive a Edimburgo, dalla quale non smette di coltivare le sue sue maggiori passioni: il calcio e la scrittura.