Mattia Destro: dove mettiamo il nostro Alfredo Marlene?

Non farà la fine della bella di Torriglia, quella che tutti la vogliono e nessuno la piglia. Piuttosto sarà il nuovo Alfredo Marlene, quello che si getta ma casca sempre bene. Chiusa la parentesi poetica, ci si può avviare verso una disamina tecnica di Mattia Destro. Già, proprio lui: il giovanotto conteso dall’élite del calcio italiano, un attaccante a metà tra due squadre e seguito da altre quattro. Insomma, un groviglio pazzesco.

Juventus, Milan, Inter e Roma. Bella la vita, no? Si dice che i giallorossi siano in vantaggio rispetto alle rivali, però noi sappiamo che nel pazzo mercato tutto può cambiare in un attimo. Un gran baccano, una lotta intestina, ma quale delle pretendenti avrebbe maggiore bisogno di accaparrarsi l’affascinante Mattia? Dove il nostro potrebbe dimostrare che questo lungo bordello ne valeva la pena? Partiamo dalla Juventus, reduce da una stagione fantastica, diventata trionfale grazie ad un gioco da leccarsi i baffi. Conte non ama il centravanti statico, l’ariete che si muove solo negli ultimi sedici metri e partecipa poco alla manovra. L’allenatore leccese, al contrario, sogna un uomo di movimento, che lavora sodo assieme ai compagni e poi al momento giusto la butta dentro. Destro possiede questi requisiti, l’ultimo campionato parla chiaro. In più, ne siamo sicuri, sotto la guida puntigliosa del trainer bianconero crescerebbe ulteriormente. Juventus ok!

Milan: qui scatta il mal di testa. In attesa di regolare le uscite, Galliani e soci tentano timidi approcci nei confronti di altri calciatori. L’attacco di Allegri è formato da due seconde punte, Cassano e Robinho, con le quali Destro si integrerebbe bene e da una prima punta, lo grido a tutto volume, che magari soffrirebbe la sua presenza. Questo deve essere l’anno di Pato, il brasiliano ha il dovere di uscire dal guscio e mostrare uno splendore ormai ignoto. Perché frapporgli un rivale valido e più o meno simile nella posizione in campo? I rossoneri, per completare il reparto, avrebbero bisogno di un colosso,  di uno dal fisico imponente. Uno che di testa domina i difensori avversari, uno alla Dzeko per intenderci. Milan bocciato!

Eccoci all’Inter, liquidata senza attenuanti e non per propri demeriti. Stramaccioni ha detto chiaramente di volersi affidare al 4 – 2 – 3 – 1, sistema che prevede l’argentino Milito come unica punta. Il nostro Mattia partirebbe quindi già indietro nelle gerarchie tecniche: vi sembra facile scalzare il Principe? E poi, diciamocelo, spendere 13 milioni per un giovane cresciuto nel tuo vivaio… Inter bocciata!

La Roma non è casualmente il club favorito nella corsa a Destro. Che meraviglia giocare con Zeman! Lo ha confidato proprio il diretto interessato non più tardi di qualche mese fa, quando ancora l’interesse giallorosso era agli albori. Il centravanti del boemo deve muoversi lungo tutto il fronte d’attacco, deve essere bravo nei tagli, nel mandare fuori strada il centrale difensivo. Deve correre e segnare. Deve divertirsi e divertire. Che botta di entusiasmo per un giovane! Unica controindicazione: Totti e Osvaldo preferiscono giocare al centro del reparto offensivo e, a meno che non si voglia schierare Destro da esterno, bisognerebbe sacrificarli un po’. Ma entrambi possono adattarsi sulla sinistra, specialmente l’oriundo, e poi il capitano ha già rivelato una certa gioia per il probabile acquisto. Roma ok!

Dalla nostra disamina escono vincenti Roma e Juventus. E’ solo un gioco: magari l’anti Torriglia finirà in una delle due milanesi e segnerà trenta gol. Il dato certo è che Destro, essendo il classico attaccante moderno, si esalterebbe in una squadra che gioca un bel calcio, un team dinamico e frizzante che cerca spesso la profondità. Poco male: vuoi mettere fare la scelta sbagliata e ritrovarti Cassano come compagno? E’ proprio bella la vita di Alfredo Marlene…

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Scrive per "Il Quotidiano della Calabria" e "Il Crotonese". Classe '92 ma già con una discreta esperienza alle spalle: ha collaborato con diversi siti internet e anche con la romana Radio Ies. Tra i superstiti del primo MP.